Ci ha fatto affezionare e sorridere con il suo stile ironico e passionale. Ha incarnato quasi alla perfezione l’identikit del manager vincente ovunque e comunque. Ha interrotto il dominio Celtic in Scozia, ha portato la decima a Madrid prima di Ancelotti ma nella sponda “povera” della capitale spagnola, ha realizzato il sogno di vincere tutto il possibile con la squadra del cuore, la Roma, ed è ripartito da zero dalla B inglese con pochi soldi e spirito battagliero. Matters è uno degli uomini copertina del movimento narrativo di FMITA.

 

  • Chi sei, dove vivi, che fai nella vita?
  • Sono un linguista e insegnante d’italiano per stranieri disoccupato, ex-traduttore, ex-dialoghista, ex-game tester, ex-un sacco di cose, ma per fortuna sposato da poco (almeno questo!) e con molte passioni fra cui i videogiochi (ovviamente), la musica, il rugby (che ho praticato) e soprattutto la Roma e il Pescara. Ho vissuto per più di 30 anni a Roma, per un paio di anni a Francoforte e ora sono a Pescara, dove sono anche nato, con la mia splendida moglie argentina.

 

  • Quando e come hai scoperto FM e il forum?
  • Il forum lo conosco da una decina d’anni… cercavo qualche consiglio tattico su qualche ormai vecchissima edizione. Come ho scoperto FM invece non me lo ricordo più… credo addirittura con Championship Manager 2, quando non avevo neanche 18 anni.

 

  • Ci sono situazioni o storie particolari lette nel forum che ti sono rimaste nel cuore?
  • Ricordo con particolare amore la mia prima storia, ambientata a York e persa nei vari crash che si sono susseguiti qualche anno fa… ma a parte quella ne ho lette talmente tante che è difficile sceglierne anche solo un paio. Fra le ultime però sono affezionato a quella lunghissima di Asmo, al mitico Normanno di Maimau, a Pap (quando ha voglia) e alle storie di Enigma, ma ci sono anche quelle di Dave, quelle di Trainspotting che ne fa uscire 4 al giorno e anche una bellissima storia ambientata in una Germania Est ucronica, pubblicata da Pablo Aimar, che purtroppo si è interrotta sul più bello… ancora prima che giocasse la prima partita.

 

  • Spiegaci una volta per tutte cos’è questa benedetta “tigna”
  • La tigna in romanesco è la stessa identica cosa della “garra” degli argentini e degli uruguayani. Usando le parole di un altro sito, perché io non riuscivo a definirla con esattezza, “dedizione alla causa e impegno viscerale”, quella voglia pazzesca di guadagnare anche solo un centimetro in più… come Simeone. In pratica, per come la vedo io, il rugby applicato al calcio.

 

Una sobria immagine dell'uomo che ha ispirato il personaggio di Ruggero Acq

Una sobria immagine dell’uomo che ha ispirato il personaggio di Ruggero Acque. Se non lo riconoscete andate subito a farvi una cultura musicale, per favore!

 

  • Spieghiamo pure ai profani perché il tuo alter-ego virtuale si chiama Ruggero Acque?
  • Traduzione più o meno letterale di Roger Waters. La prima volta che ho sentito questa cavolata era da un parente di mia moglie in un tranquillo pomeriggio australe, in Patagonia. Dice: “Vado al concerto di Rogerio Aguas”, e giù risate (siamo gente che ride con poco). . Quando ho dovuto scegliere un nome per il mio alter-ego su FM ho subito pensato a quello, e poi l’ho italianizzato.

 

  • Dundee, Madrid, Roma, Londra: quanti derby hai perso in tutto? Qual è il segreto del successo in partite del genere?
  • Non saprei dirti in effetti quanti ne ho persi… a Londra per ora ne ho giocato solo uno, e l’ho vinto, così come ho vinto tutti i derby di Dundee (compresi quelli contro il St.Johnstone, piuttosto facili) e di Roma, con una squadra molto superiore a quella dei miei rivali. A Madrid invece ho dovuto chinare la testa contro lo strapotere merengue più di una volta, ma aver portato io la Decima ed essere riuscito dove ha fallito Simeone nella realtà mi ha fatto decisamente accettare quelle delusioni come un male minore. Segreto? Culo, psicologia e determinazione. A Roma ero nettamente più forte, a Londra il mio West Ham è migliore del derelitto Milwall che mi trovo davanti, mentre a Madrid e Dundee la storia era diversa, ma mentre nel primo caso invertire i rapporti di forza era un’impresa praticamente impossibile, in Scozia ci sono riuscito perché lo United è entrato in crisi nera proprio mentre io cominciavo a portare al successo la mia squadra, con acquisti mirati, tanta programmazione e molta fortuna, almeno all’inizio. Credo poi che un fattore molto importante, come dicevo, sia sempre stata la psicologia. Le interviste prepartita e il modo di rivolgermi agli avversari e ai miei giocatori ha sempre fatto la differenza. Lo United prima di giocare con me entrava in campo già sconfittto, anche se è difficile spiegare il perché, era così e basta.

 

  • C’è più soddisfazione nel compiere un’impresa epica come lo scudetto al Dandì o nell’essere chiamato ad allenare la squadra del cuore dopo anni di gavetta?
  • Forse dovrei dire la seconda ma dirò la prima… Le imprese del mio “Dandì” (una coppa e uno scudetto in 3 anni sono tanta roba in un campionato come quello), conquistate con una fatica enorme e un attenzione maniacale al dettaglio, superano di gran lunga tutti i miei successi posteriori, perché quella era una squadra che fra le altre cose nella realtà è addirittura retrocessa… Sono rimasto affezionato a quei giocatori e ancora ricordo a memoria tutti i nomi degli eroi che hanno battuto il Celtic ad Hampden per quella prima Coppa di Scozia che ha cambiato la storia mia e di quella squadra. Fu una cosa memorabile, e nei miei ricordi è vera come se non appartenesse a FM ma alla realtà, al punto che c’ho appositamente scritto anche una canzone in romanesco, cambiando le parole di “Na gita ai castelli”, cantata da Lando Fiorini.

 

  • Come si applica tecnicamente la “tigna” ?
  • Io gioco da sempre col 4-3-3 (almeno da Sensible Soccer in poi…) o col 4-2-3-1 di spallettiana memoria, la difesa a 3 non so neanche cosa sia, mi fa schifo e non riesco ad applicarla. A dire il vero però è una mezza bugia, perché il mio mediano è un difensore aggiunto, alla De Rossi… Comunque sia i miei grandi maestri sono quelli che io considero come i grandi profeti del 4-3-3, Galeone, Zeman e Guardiola, e ultimamente Garcia, a suo modo. Ho cercato di prendere qualcosa da ognuno di loro ma più di tutto sono ossessionato dal gioco che aveva il primo Barça di Guardiola, quel possesso palla infinito e micidiale, grazie al quale l’avversario non era quasi mai pericoloso semplicemente perché non aveva mai la palla. Nella mia partita questa cosa non è stata ovviamente facile da implementare, e non ci sono riuscito molto spesso, perciò mi sono dotato di accorgimenti particolari e di soluzioni alternative. Oltre al 4-3-3 base, creato a immagine e somiglianza di quello che per me era quello del Barcellona, c’è un 4-3-3 prettamente difensivo e molto difficile da far funzionare, con una punta fulcro del gioco velocissima e letale, le ali brave nelle due fasi e gli altri 7 giocatori di movimento con valori molto alti in determinazione, contrasti, gioco di squadra, impegno e così via… insomma per paradosso mi trasformo da Guardiola a Mourinho, e parcheggio il bus davanti alla porta, cosa che però riesce raramente, soprattutto con avversari molto forti, con i quali mi trovo meglio a giocare a visto aperto. Poi c’è un 4-2-4 per le emergenze, lo uso poco, giusto in situazioni difficili da recuperare, come un ritorno di coppa contro una squadra che ha dimostrato di digerire molto bene il mio 4-3-3, e mi impedisce il possesso palla. Comunque sopra a tutto ci sono le istruzioni date durante la partita… che ovviamente cambiano di volta in volta a seconda di come l’avversario reagisce alla mia tattica base, quindi sarebbe inutile parlarne più di tanto.

 

Cosa avrà spinto l'allenatore più vincente del momento a ripartire dalla seconda serie inglese? Loro, sicuramente...

Cosa avrà spinto l’allenatore più vincente del momento a ripartire dalla seconda serie inglese? Loro, sicuramente…

 

  • Corre voce che con l’avvento di FM15 sentiremo parlare de “Con la tigna capitolo 3”, conferme o smentite?
  • Per il momento smentisco, la mia avventura a FM13 non è ancora finita e non ho molto tempo di giocare adesso… e poi ho paura che cambi la tendenza… i capitoli precedenti (c’è pure uno 0) sono stato una collezione infinita di delusioni, esoneri e arrabbiature. Prima di conoscere il dolce sapore della vittoria, Ruggero Acque ha assaggiato quello amarissimo della sconfitta, e tornare ad assaporare quest’ultimo è l’ultima delle mie volontà.

 

  • Giocatori e carriere che ti sono rimaste nel cuore nella tua militanza fmmistica
  • Ricordo in particolare l’Inter di Ince e del giovane Zanetti in uno dei primi CM, con quella pippa di Pistone a sinistra (e con la quale giocavo con un inedito per me 3-5-2, mai più replicato), un Wolfsburg campione di Germania qualche anno prima che accadesse nella realtà, con un Mati Fernandez straripante e molto più forte che nella realtà (dopo un esonero pesante con il L’Aquila e la rinascita con un oscuro club di Zweite Liga del quale non ricordo con certezza il nome, forse il Greuther Fürth…) e un Boca favoloso di pochi anni fa, con Neri Cardozo ad arare entrambe le fasce in attacco. Quel Boca è stata la mia squadra migliore… con una delle ultime versioni nelle quali c’erano le mitiche freccette, e forse non è un caso, perché sentivo di avere maggiore controllo sulla parte tattica. Per ultimo… lo York della mia prima storia. Non ricordo neanche un giocatore, ma ricordo la soddisfazione che provavo nel giocare e nel raccontare tutto, in un modo totalmente diverso dal tipo di storia che ho impostato con Ruggero Acque Vol. II, molto meno “consapevole”, dentro la storia e ridicolo, con le immagini gif dei gol (oddio quanto mi piacerebbe rifarlo!) e le storie sceme che inventavo, con il rapporto che avevo con il presidente, i giocatori e la segretaria gnocca!

 

  • Chiudiamo con un messaggio libero a tutta la community
  • Scusatemi, sono stato MOLTO prolisso, come al solito!

 

Scuse accettate. E per chi ancora non la conosce, questa è la storia completa: https://www.fmita.it/forum/showthread.php?601-Con-la-tigna-REPRISE-(tipo-Sgt-Pepper-insomma)-ovvero-Ruggero-Acque-VOL-II