Da dove nasce Zemanlandia? Quest’anno è ritornato in auge un tecnico che ha fatto la storia del calcio per la spettacolarità del suo gioco, la sua verve polemica ed il suo ‘j’accuse’ contro un certo sistema di potere ed un certo modo di gestire il calcio nazionale. Stiamo parlando di Zdenek Zeman ed il suo 4-3-3. Col Pescara (e anche l’anno scorso col Foggia in serie C) è ritornata negli stadi italiani Zemanlandia ed il suo carico di gol e spettacolo. Zeman è stato uno degli allenatori di primo piano sino agli inizi degli anni 2000 ed è venuto prepotentemente alla ribalta col Foggia preso in serie C nel 1989 e guidato per cinque anni con risultati straordinari. Nacque allora il termine ‘Zemanlandia’ sinonimo di calcio offensivo, spumeggiante ed impressionante atleticamente, capace di distruggere in serie A tutte le grandi squadre e sfiorando l’ultimo anno la coppa Uefa.

Schema tattico 4-3-3 Zeman

Schema tattico 4-3-3 Zeman

Modulo di gioco: 4-3-3 tutta la vita. Secondo Zeman è il modulo più adatto a fare calcio perchè permette di coprire gran parte del terreno di gioco avendo sempre un numero di giocatori sufficiente per affrontare ogni situazione della partita. In effetti il 4-3-3 è il sistema che offre il maggior numero di triangoli possibile combinando tra loro le posizioni dei giocatori grazie ai continui scambi di posizione e sovrapposizioni dei compagni e questo permette al portatore di palla di avere almeno 3 soluzioni in ogni parte del campo e in fase di non possesso di attaccare immediatamente l’avversario con palla e i suoi riferimenti più vicini attuando un pressing asfissiante partendo dai 3 attaccanti.

La squadra gioca molto corta con 4 giocatori in linea in difesa, difesa molto alta quasi a ridosso del centrocampo, 3 centrocampisti col centrale vertice basso ed i due laterali pronti agli inserimenti in attacco; in attacco le due ali attuano un costante movimento di tagli ed inserimenti col centravanti sempre disponibile sia allo scambio che alla finalizzazione. La palla viaggia quasi sempre bassa e si punta sempre la verticalizzazione alla ricerca degli spazi lasciati dalla squadra avversaria. Il pressing è chiaramente altissimo e la difesa attua costantemente la tattica del fuorigioco.

Nella fase di non possesso palla la squadra deve attaccare immediatamente l’avversario con il pallone ed i compagni che potrebbero essere disponibili per uno scarico in appoggio. La filosofia di gioco del tecnico boemo è quella infatti di ricercare immediatamente la riconquista del possesso della palla. Ne viene da sè un’applicazione costante della trappola del fuorigioco. La difesa è altissima e predispone la squadra al pressing che inzia dai 3 attaccanti; il giocatore più vicino al portatore di palla lo attacca mentre gli altri compagni vanno sulle varie soluzioni di scarico scalando  sull’avversario più vicino. La scelta di Zeman di ricercare costantemente la riconquista del possesso palla come obiettivo primario porta la propria squadra ad alzare il proprio baricentro nella metà campo avversaria e pertanto ad esporsi a ripartenze fulminee. La differenza rispetto ad altre squadre che attuano un pressing alto è che Zeman fa applicare questo meccanismo sempre e comunque e squadre bene attrezzate potrebbero cercare di attaccare il lato debole o la profondità che chiaramente la squadra del boemo concede. Accade spesso infatti che i due centrali difensivi si trovino in condizione di parità numerica con gli avversari e con molto campo da difendere alle proprie spalle ed è una scelta voluta in quanto permette a più giocatori di dedicarsi alla quanto più rapida riconquista del pallone. Infatti la linea di difesa che va a fare densità a centro campo in fase di non possesso rischia di prendere l’infilata sbagliando la tattica dell’off-side.
Pertanto anche il ruolo di portiere con Zeman assume delle caratteristiche particolari dovute a questo atteggiamento tattico; il numero 1 con Zeman dovrebbe essere bravo coi piedi sia per aiutare i due centrali nelle chiusure (una sorta di libero) sia per proporsi come soluzione di scarico disponibile per i difensori che riconquistano palla.

Ma è nella fase di possesso palla che le squadre di Zeman esprimono tutta la loro spettacolarità, alla ricerca costante del gol e con una varietà e capacità a dir poco entusiasmanti. Tutta la squadra è costantemente alla ricerca della profondità tramite passaggi corti che cercano sempre di guadagnare spazio in avanti con continue verticalizzazioni ed inserimenti. Il tutto con una continua rapidità di manovra ed un grande dinamismo per cercare di sorpendere la squadra avversaria ed avere sempre la supremazia territoriale. Fondamentali sono i movimenti delle catene laterali (terzino-centrocampista laterale-ala) organizzati con lo scopo di creare spazi per tagli e sovrapposizioni al fine di portare pericolo nell’area nemica. Azione tipica: il terzino avanza palla al piede, l’attaccante esterno aggredisce lo spazio scattando in profondità, mentre la mezzala si accentra. Il portatore di palla ha così tre opzioni : lo scarico sull’ala, sul centrocampista, o il cambio di gioco verso l’altro attaccante esterno che aggredisce il lato debole della difesa avversaria. Altro movimento è quello del centrocampista laterale che va sulla fascia per occupare la posizione lasciata libera dall’ala (che nel frattempo taglia verso il centro) e fornire una soluzione ulteriore al possessore di palla.
La squadra è sempre molto corta. Ridotti sono gli spazi tra i vari reparti. I terzini spingono sulle fasce e superano costantemente la mediana. Inevitabilmente l’avversario rimane schiacciato nella propria area con grandi difficoltà ad uscire. Coi terzini che spingono costantemente sulle fasce la squadra in pratica resta solo coi due difensori centrali a difendere ed obbliga gli avversari a schiacciarsi verso la proprio area e rende difficoltose le ripartenze perchè le riconquiste di palla avvengono molto basse.

I due ruoli fondamentali di questo tipo di 4-3-3 sono il regista ‘basso’ ed il centravanti che fanno da perno e collegamento per i movimenti di squadra tra le due ‘catene’ laterali di giocatori. Il regista arretrato e’ un regista a tutti gli effetti che cerca di smistare continuamente il gioco tra le due ‘catene’ laterali oltre a fare da schermo ai due centrali difensivi. L’attaccante centrale deve essere veloce e pronto sia allo scambio che alla finalizzazione. I due terzini sono due fluidificanti a tutti gli effetti per cui sono sempre pronti a dare appoggio al gioco sulle fasce. Le due mezzeali devono invece possedere doti fisiche non comuni, sia per pressare che per proporsi in fase di attacco. Gli attaccanti devono avere velocità, doti di smarcamento per attaccare la profondità e buona tecnica utile per il cross, gli scambi stretti, ed il cambio di gioco.

A questo punto è evidente che questo sistema di gioco presuppone un atletismo eccellente perchè per attuare pressing, smarcamenti continui, velocità e rapidità serve una preparazione fisica fuori dal comune, meticolosa e sfibrante messa a punto direttamente da Zeman. Corsa, corsa ed ancora tanta corsa: le sue sedute di allenamento sono caratterizzate infatti da frequenti sessioni di ripetute, tanta fatica sui gradoni e nei boschi durante i ritiri estivi.

In poche parole la filosofia di Zeman è la seguente: “Se io non ho palla non posso fare gol, se la palla ce l’ho io non posso subirlo”…che lo spettacolo abbia inizio!!!

La grande popolarità del calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.