Per i red devils di Sir Alex Ferguson quello che è andato dal 2006 al 2009 può essere definito come il triennio delle meraviglie: trofei, bel gioco, innovazioni tattiche e grandi campioni sono il risultato di un mix di fattori che difficilmente potrà essere di nuovo raggiunto nel breve periodo. Per risultati, adattabilità, equilibrio e qualità di gioco il team di quei tre anni è di certo da annoverare tra le migliori squadre inglesi in assoluto, con l’unica sfortuna di avere incontrato nel suo cammino forse la più grande squadra che abbia mai giocato in Europa, il Barcellona.

Tatticamente la cosa che balza di più all’occhio di quel periodo magico è stata la flessibilità dimostrata utilizzando in maniera ‘non standardizzata’ meccanismi di gioco e schemi che in teoria non si prestano molto a questo approccio. Ecco che ad ognuno dei moduli seguiti dai Red Devils in quel periodo va spesso affiancata la parola magica ‘asimmetrico’ per poter descrivere sinteticamente quella che in realtà era l’enorme flessibilità tattica che distingueva lo United rispetto alla stragrande maggioranza delle formazioni più in voga all’epoca.

Anche se come modulo base utilizzato dalla squadra potremmo indicare il 4-2-3-1 non era raro imbattersi in formazioni schierate da Ferguson coi moduli 4-4-2, 4-5-1, 4-4-1-1, 4-3-3, disposti tutti però, specie in attacco, con giocatori in posizioni spesso ‘asimmetriche’ e suscettibili di continui scambi di posto e rotazioni tra centro e fascia.

Schema tattico Manchester United

Schema tattico Manchester United

Sotto questo aspetto fu fondamentale l’arrivo nel 2002 di Carlos Quieroz al club. Nel 2002 Alex Ferguson prese una decisione coraggiosa e per certi versi visionaria e decise di portare Carlos Quieroz come suo assistente, ed eventualmente come suo possibile successore, all’Old Trafford. Fu un colpo da maestro in termini di modernizzazione del gioco adottato dalla squadra, con l’obiettivo dichiarato di riportare il club ai vertici europei. Oltre a possedere ottimi giocatori come Vidic, Carrick, Scholes, Rooney, Tevez e Ronaldo, la cosa sorprendente era che lo stile di gioco era moderno e molto continentale, distaccandosi nettamente dalla media inglese. Sotto la guida di Carlos Quieroz i red devils giocavano con un 4-2-3-1 di stile europeo e con molta fluidità ed intercambiabilità tra gli attaccanti. Era chiaro che Quieroz era riuscito a trasformare un rigido 4-4-2 in uno schieramento in grado di soddisfare le esigenze del calcio moderno, esprimendo in maniera eccellente fluidità e flessibilità. Quieroz intravide chiaramente il modo in cui il calcio europeo andava sviluppandosi, con l’uso di ali invertite, che tagliano all’interno invece di stare larghe ed esterne e che cercano di segnare invece di crossare; in pratica quello che poi Ronaldo applicherà nello sviluppo di gioco dello United. Questo meccanismo è ora molto diffuso, con Robben, Di Maria e Messi tra gli interpreti più conosciuti, e bisogna dare merito a Quieroz di aver capito da subito le potenzialità di questa svolta tattica. Di questo progetto Quieroz ne fu l’architetto, irrobustendo la difesa e creando un quartetto d’attacco che era fluido, creativo e spietato. Nel corso del 2007-2009 il Manchester Utd era una squadra perfettamente bilanciata sia dal punto di vista difensivo che offensivo.

Per applicare però in maniera efficace questi meccanismi servivano sia una rigorosa rotazione degli undici titolari che la disponibilità di giocatori con determinate caratteristiche nei ruoli-chiave in attacco; il calciomercato fu estremamente importante per portare all’Old Trafford i giocatori necessari all’interpretazione tattica che si voleva dare alla squadra. Infatti alla fine di quel periodo risulterà difficile definire con esattezza la formazione titolare dello United.

Dal punto di vista tattico la squadra aveva comunque alcuni punti fermi; fuori discussione la difesa a 4, con due centrocampisti centrali davanti alla difesa a dare protezione ed un terzo centrocampista centrale più avanzato a fare da collegamento tra la mediana e gli avanti. Le cose cambiavano radicalmente in attacco dove venivano schierati solitamente tre avanti che per le loro caratteristiche potevano ricoprire tutti e tre i ruoli offensivi (Rooney, Cristiano Ronaldo e Carlos Tevez).

Questi 3 attaccanti formavano uno dei più bei terzetti d’attacco del calcio moderno, con caratteristiche fondamentali per il gioco che lo United voleva produrre:

– grandissima versatilità, che permetteva loro di giocare in maniera efficace sia in mezzo che partendo dalla fascia, puntando l’interno o stando larghi,

– grandissime intuizioni e ottime possibilità di movimento dentro e fuori l’area di rigore,

– mediamente un’ottima efficacia sotto porta,

– doti atletiche complementari,

– grandi capacità di aiutare la squadra nella fase difensiva.

Alla base dei differenti moduli utilizzati c’era sempre un ‘template’ formato da due chiavi tattiche immutabili:

– difesa e centrocampo (7 giocatori) provvedono a dare una stabilità strutturale alla squadra, stabilità necessaria per affrontare con successo le sfide europee

– la fluidità e la versatilità degli avanti, che garantiscono grande creatività specialmente nelle ripartenze e danno la possibilità di cambiare schieramento a seconda degli avversari.

In attacco solitamente giocavano Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney e Carlos Tevez, con Park Ji-Sung che poteva agire anche da terzo attaccante (al posto di un dei tre solitamente schierati) o da terzo centrocampista centrale come collegamento tra mediana ed attacco. A centrocampo agivano Carrick, Scholes, Hargreaves, Anderson, Park e Giggs. Davanti alla difesa solitamente si piazzavano Carrick e Scholes, che si integravano bene sia in fase difensiva che in fase di costruzione. Il terzo posto di centrocampista veniva solitamente assegnato in base alle necessità tattiche della partita.

Sir Alex Ferguson

Sir Alex Ferguson

Una delle grandi innovazioni tattiche dell’epoca, il cosiddetto ‘falso centravanti’; proposto allora dalla Roma di Spalletti con Totti che agiva come ‘falso nove’, fu riproposta pari pari dallo United. Ronaldo era principalmente un’ala, dotato sia dal punto di vista tattico che fisico, abituato ad agire partendo dalla fascia per convergere verso il centro o sul fondo a seconda della situazione mentre Rooney e Tevez erano entrambi più da considerare come seconde punte, basse di statura, veloci ed abituate a rientrare per poi ripartire negli spazi. L’utilizzo senza limiti di posizione di Cristiano Ronaldo fu un’altra grande intuizione: oggi ad esempio molte ali giocano ‘verso l’interno’ essendo schierate dalla parte opposta rispetto al piede preferito ma allora tale meccanismo non era di certo così diffuso. Inoltre non sempre Ferguson schierava gli avanti tutti e tre insieme; in alcune situazioni Tevez veniva sacrificato in favore di Park, per garantire alla squadra una copertura più efficace. Ad ogni modo per le difese avversarie era estremamente complicato porre rimedio a tre giocatori di quel calibro che si scambiavano continuamente di posizione e che potevano attaccarti efficacemente sia sulle fasce che per linee centrali; già il fatto di poter proporre Ronaldo su una fascia o sull’altra senza problemi diventava un’incubo per i terzini avversari. Anche i difensori centrali spesso andavano in difficoltà, incerti se seguire o meno Rooney o Tevez nei loro ripiegamenti profondi. In Europa, specialmente in trasferta, con le avversarie costrette a scoprirsi, i 3 attaccanti diventavano veramente devastanti.

Lo United finì per vincere il campionato inglese per tre volte di seguito, dal 2006-2009 ed era evidente che la visione stessa di Ferguson di trasformare l’approccio tattico del team in una chiave europea era corretto. Sicuramente non era il primo grande Manchester di Sir Alex Ferguson (quello del 1999 fu un altro anno eccezionale con la conquista del ‘treble’) ma sicuramente era la squadra che presentava le innovazioni tattiche più interessanti.

Trofei

2006-2007 – Campione d’Inghilterra (16º titolo), perde la finale di FA Cup contro il Chelsea, vince il Community Shield (16º titolo)

2007-2008 – Campione d’Inghilterra (17° titolo), vince la Champions League (3° titolo) e vince il Community Shield (17º titolo), perde la Supercoppa Europea contro lo Zenit, vince la Coppa del mondo per club FIFA (2º titolo)

2008-2009 – Campione d’Inghilterra (18° titolo), vince la League Cup (3º titolo), Perde la finale di Champions League contro il Barcellona