Dopo quarantuno anni senza vittorie la Roma era tornata al titolo tricolore. Il presidente Dino Viola e l’allenatore Nils Liedholm avevano raccolto i frutti di una semina iniziata quattro anni prima. Con l’intelligenza di Falcão, la fantasia di Conti, la potenza di Pruzzo, la leadership di Di Bartolomei e la sicurezza di Tancredi il sogno tricolore era diventato realtà. L’estate che precedette la Coppa Campioni fu invece abbastanza tribolata. Il regista Falcão col suo agente, Cristoforo Colombo Miller, crearono grossi problemi per il rinnovo del contratto, che portò il brasiliano molto vicino alla rottura con la società. Solo l’intervento di Giulio Andreotti riuscì ad aggiustare le cose e Falcào firmò il rinnovo.
Per quel che riguarda gli inglesi invece il grande allenatore Bob Paisley si era appena ritirato al termine della stagione precedente e la pesante eredità venne raccolta dal suo secondo, Joe Fagan. Il Liverpool è alla nona partecipazione consecutiva alla Coppa dei Campioni, non salta un’edizione dal 1976. La squadra è cambiata rispetto a quella che trionfò nel 1981 contro il Real Madrid a Parigi: negli ultimi anni hanno raggiunto Anfield Road il teatrale portiere Grobbelaar, lo stopper Lawrenson, il mediano irlandese Whelan, il tuttofare Nicol e soprattutto il bomber Ian Rush.

I giallorossi sono al debutto; nel tunnel che conduce in campo, con gli atleti già schierati ad aspettare l’ingresso sul terreno, le loro facce sono tesissime, i comportamenti nervosi. Gli esperti inglesi mostrano invece grande tranquillità, cantando tutti insieme.

Dopo un leggero predominio della Roma, al quarto d’ora scende il gelo sull’Olimpico: Johnston “carica” Tancredi uscito per intercettare un cross, il portiere perde la palla, Bonetti cerca di allontanare, ma il rinvio finisce sulla testa di Tancredi a terra e poi sui piedi di Neal, che porta in vantaggio il Liverpool. La Roma tenta di reagire, ma è Tancredi a dover compiere un miracolo su un contropiede di Rush. I giallorossi però non si perdono d’animo e, sul finire del primo tempo, Pruzzo fa esplodere lo stadio colpendo di testa un pallone crossato da Bruno Conti.
Il bomber romanista lotta come un leone, ma in avvio di ripresa si infortuna e dovrà uscire sostituito dal tornante Chierico. La Roma perde incisività, il Liverpool si rende pericoloso in contropiede con Dalglish e soprattutto al 42’ con un tiro di Neal respinto da Tancredi con Bonetti bravo ad anticipare Whelan. Terminano in parità i tempi regolamentari e neanche nei supplementari si sblocca il risultato. La Roma ha comunque disputato una buona gara nonostante la prestazione opaca di alcuni uomini chiave come Falcao e Cerezo.

Pruzzo in Liverpool-Roma

Pruzzo in Liverpool-Roma

Per la prima volta la Coppa viene assegnata ai calci di rigore. Nicol sbaglia subito per gli inglesi, Conti fallisce il secondo tentativo dei romani. Dopo tre rigori a testa il risultato è ancora in parità: tocca a Rush che non sbaglia, quindi va dal dischetto l’affaticato Ciccio Graziani, che colpisce la traversa. Alan Kennedy, che già aveva dato ai Reds la coppa del 1981, non trema e infila Franco Tancredi. Famosissima la permormance del portiere del Liverpool Grobbelar, che con dei balletti irrisori sulla linea di porta durante i calci di rigore provò a deconcentrare i giocatori della Roma. Da notare per i giallorossi tra i rigoristi la mancanza di Cerezo (uscito attanagliato dai crampi) e il “gran rifiuto” di battere il penalty da parte di Falcão . Un’astensione che provocherà una insanabile frattura fra il leader giallorosso e la Roma.

Per il Liverpool è la quarta vittoria in quattro finali mentre per la Roma fu grande il rimpianto per non aver sfruttato il notevole vantaggio di giocare in casa la finale per il titolo di Campione d’Europa vedendo così sfumare il sogno di conquistare la sua prima Coppa dei Campioni della storia. Da non dimenticare c’è però l’oggettivo valore del Liverpool, un autentico squadrone di campioni rotti a ogni avventura agonistica, esperti di quel genere di partite decisive.

Finale di Coppa dei Campioni del 1984 – Stadio Olimpico di Roma – finaliste Roma e Liverpool

Tabellino:

30-5-1984 – Roma, Stadio Olimpico, 69.693 spettatori

Liverpool-Roma 1-1 (5-3 d.c.r.)

13′ Neal, 42′ Pruzzo.

Rigori: Nicol (1-1), Di Bartolomei (1-2) – Neal (2-2), B. Conti (2-2) – Souness (3-2), Righetti (3-3) – Rush (4-3), Graziani (4-3) – A. Kennedy (5-3).

Liverpool: Grobbelaar; Neal, A. Kennedy, Hansen, Lawrenson; Johnston (Nicol), Lee, Souness, Rush, Dalglish (M. Robinson), Whelan.

All: Joe Fagan.

Roma: Tancredi, Nela, Nappi; D. Bonetti, Falcão, Righetti; B. Conti, Cerezo (Strukelj), Pruzzo (Chierico), Di Bartolomei, Graziani.

All: Nils Liedholm.