Il modulo 4-4-2 è stato per lungo tempo lo schema più comune utilizzato nel calcio moderno e di certo in assoluto il più utilizzato nel calcio anglosassone. Il 4-4-2 moderno viene definito ‘in linea’ perchè i giocatori in ogni reparto del campo (difesa, centrocampo, attacco) si dispongono in linea retta; e’ un modulo di gioco duttile e particolarmente apprezzato per la compattezza e l’equilibrio che riesce a garantire alla squadra.  Il mondo anglosassone è quello che ha reso vincente tale modulo, portato alla ribalta negli  anni 70 dal Liverpool di Bob Paisley e dal mitico Nottingham Forest di Brian Clough;  per il calcio inglese ed europeo sarà una rivoluzione che porterà le squadre anglosassoni a dominare in Europa per 10 anni consecutivi , prima col Liverpool ,  poi col Nottingham Forest (il cui gioco era chiaramente ispirato a quello dei ‘reds’) ed infine con l’Aston Villa. Mettendo i due difensori centrali in linea ed ispirandosi ai movimenti senza palla introdotti dal calcio totale olandese nacque un connubio perfetto tra forza fisica, applicazione atletica e duttilità tattica. La definitiva consacrazione di tale modulo arriverà alla fine degli anni 80 col Milan di Sacchi, che modernizzerà il 4-4-2 applicando ad esso la zona, le diagonali difensive, il pressing, il fuorigioco e la grande mobilità di posizioni dei giocatori tra fase offensiva e difensiva.  Altro grande cambiamento introdotto dal tecnico italiano è quello relativo alla posizione dei due terzini, che si dispongono leggermente avanzati rispetto ai due centrali di difesa, al fine di essere pronti alle avanzate senza però mandare in crisi la struttura difensiva.

Modulo 4-4-2 moderno

Modulo 4-4-2 moderno

Caratteristica principale di questo modulo è l’applicazione tattica ‘a coppie’ che si formano naturalmente in campo in base alla disposizione dei giocatori. Difensori centrali, terzini, ali, centrocampisti centrali ed attaccanti sono le coppie che il 4-4-2 ha a disposizione mentre osservando la disposizione sul campo della squadra emerge evidente che le catene di gioco principali sono quelle sulle fasce, dove terzino ed ala, eventualmente in collaborazione con un centrocampista od un attaccante,  mettono l’accento sul gioco e sulla conseguente superiorità numerica sulle fasce.

Dal punto di vista ‘tradizionale’ le catene laterali dei giocatori di fascia potrebbero diventare l’arma in più di questo schema perché, grazie alle sovrapposizioni dei terzini ed alle capacità degli esterni avanzati nell’1vs1, offre dinamismo e  superiorità numeriche.  I due “esterni” di centrocampo infatti lavorano costantemente in collaborazione coi terzini: in fase offensiva dovrebbero ricevere l’aiuto dei difensori di fascia mediante le proposizioni o le sovrapposizioni, in fase difensiva invece sono gli esterni che devono aiutare i terzini mediante coperture o raddoppi di marcatura. In aggiunta alle catene laterali potremo avere di volta in volta l’aiuto di un attaccante o di un centrocampista laterale allo scopo di rendere le azioni meno prevedibili tramite smarcamenti e movimenti sincronizzati. Il gioco sulle fasce non è però l’unico vero cavallo di battaglia di questo modulo. La disposizione a  coppie infatti favorisce naturalmente gli scambi tra giocatori, sia orizzontalmente che verticalmente e si adatta sia al gioco veloce ed alle ripartenze (il 4-4-2 di Capello divenne famoso per la sua robustezza difensiva) che ad un gioco più manovrato ed offensivo ( il 4-4-2 anglosassone o quello di Sacchi); anche la direzione delle giocate può essere scelta in base ai giocatori disponibili e permette di adottare sia meccanismi che portano frequentemente al cross che giocate corte e basate sul possesso palla allo scopo di sfondare centralmente. A tale scopo diventa opportuno ‘sfalsare’ posizionalmente le coppie centrali di giocatori dando compiti diversi ai due centrocampisti centrali ed ai due attaccanti.

Il 4-4-2 è stato di conseguenza adattato di volta in volta a seconda dell’evoluzione calcistica in atto. Il Liverpool di Paisley giocava anche per vie centrali cercando ‘passaggi corti e movimento’ arrivando spesso a dare agli attaccanti passaggi smarcanti dal centro e non solo cross dalle fasce. La coppia di attaccanti, che all’inizio prevedeva come standard un mix di avanti, uno alto e grosso e l’altro piccolo e veloce, ha visto poi una grande varietà di giocatori a interpretare questi ruoli, oltretutto non più in linea ma sfalsati od addirittura uno dietro l’altro nella variane 4-4-1-1 del 4-4-2. Le due ali non sono più solo dei crossatori veloci e capaci di creare superiorità numerica ma possono essere anche dei trequartisti arretrati o degli esterni a tutto campo. Anche la coppia in mezzo al campo, solitamente un regista ed un mediano, non è più interpretata in maniera così rigida ma può essere adattata a seconda del tipo di gioco che si vuole ricercare e degli altri giocatori a disposizione.

Nella concezione più moderna ad esempio l’utilizzo delle due ali è spesso cambiato invertendo le loro posizioni rispetto al piede forte (il mancino a dx e il destro a sx); in questo modo li si porta ad attuare il dribbling all’interno per poi fare un uno-due con la punta od andare direttamente al tiro. Anche l’atteggiamento tattico complessivo della squadra contribuisce a variare il tipo di gioco che si vuole ottenere con questo schema. Il tipo di pressing, la posizione della linea difensiva (alta o bassa), la velocità della giocate, la direzione dei passaggi sono tutti fattori che danno identità diverse alla squadra pur avendo in comune la stessa disposizione in campo dei giocatori. E’ però importante che la squadra non si “allunghi” e che tra un reparto e un altro, ovvero tra una linea ed un’altra, non ci sia troppa distanza perché uno dei punti deboli di questo modulo sono appunto gli spazi che si possono creare tra le varie linee, spazi che potrebbero venire utilizzati dai giocatori avversari come i trequartisti che si dispongono tra il centrocampo e l’attacco.

Partendo dalla difesa in linea ad esempio la squadra dovrà adottare tutta una serie di accorgimenti tattici a seconda della posizione che la difesa dovrà tenere in campo; l’altezza della linea difensiva (bassa-intermedia-alta) determina poi tutta la struttura della fase difensiva dell’intera squadra. Nel caso di difesa ‘alta’ l’intenzione dovrebbe essere quella di pressare alti gli avversari per togliere spazi di manovra ed eventualmente sfruttare anche la tattica del fuorigioco da impiegare contro gli avanti avversari; la sincronizzazione dei movimenti difensivi dei singoli elementi diventa in questo caso fondamentale per evitare disallinamenti che potrebbero tenere in gioco gli attaccanti avversari. Nel caso invece di difesa bassa l’intenzione è quella di mantenere un atteggiamento difensivo e prudente; il pressing non è alto e tale attitudine può essere definita ‘attendista’, ovvero ci si chiude nella propria metà campo cercando di approfittare degli errori degli avversari per rubare palla e sfruttare il contropiede. In generale si può comunque dire che la linea difensiva a 4 garantisce copertura sia in ampiezza che in profondità, riuscendo con la diagonale a coprire anche il settore del lato debole del campo. I 4 difensori sono inoltre sempre supportati dal filtro della mediana che solitamente permette scivolamenti e scalate ottimali.

Il 4-4-1-1 è una variante del 4-4-2 classico dove uno dei due attaccanti (solitamente quello più veloce ed abile a smarcarsi) viene posizionato dietro l’altro con l’obiettivo di muoversi tra le linee difensive avversarie per metterle in difficoltà. Dal 4-4-1-1 deriverà poi il 4-2-3-1 ed oggi si possono osservare molte squadre che in fase offensiva usano un 4-2-3-1 che in fase difensiva diventa un 4-4-1-1.

L’altra variante più famosa di questo modulo è il 4-4-2 a rombo/diamante e la sua accezione più moderna, il 4-3-1-2. In questa variante i centrocampisti possono disporsi a rombo oppure a 3 in linea col trequartista che si posiziona sempre in posizione più avanzata e tra le linee avversarie. Anche in questo caso ci sono state varie interpretazioni tattiche ma probabilmente la più famosa è quella vista nel Milan di Ancelotti, che proponeva una mediana di grandi palleggiatori, con un regista basso davanti alla difesa (Pirlo), un centrocampista di qualità (Seedorf), un incontrista (Gattuso) ed un trequartista (Rui Costa/Kakà). Tale disposizione prevede di norma più attacchi centrali che esterni e spesso si affida alla rifinitura del trequartista dietro le punte.

Squadre che hanno utilizzato il 4-4-2 in linea

Il Milan di Arrigo Sacchi dal 1987 al 1991, vincitore di uno scudetto (1987-1988), di 2 Coppe dei Campioni (1988-1989, 1989-1990) e 2 Coppe Intercontinentali (1989 e 1990).
Il Milan di Fabio Capello dal 1991 al 1996, vincitore di 4 scudetti in 5 anni e 3 volte finalista di Champions League, vincendone l’edizione 1993-1994 contro il Barcellona per 4-0.
La Sampdoria Campione d’Italia 1990-1991. (Allenatore: Vujadin Boškov).
Il Brasile che vinse i Mondiali 1994 (Allenatore: Carlos Alberto Parreira).
Il Manchester United vincitore del Treble nel 1998-1999 (Allenatore: Alex Ferguson).
L’Arsenal, durante la stagione 2003-2004 nella quale non fu mai battuto (Allenatore: Arsène Wenger).
La Lazio di Sven Goran Eriksson, vincitrice dello scudetto 1999-2000, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea, oltre che a un secondo posto nel 1998-1999, e una finale di Coppa UEFA persa con l’Inter.
La Juventus di Fabio Capello, vincitrice degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006, poi revocati dalla giustizia sportiva.
L’AZ Alkmaar di Louis van Gaal, vincitrice dell’Eredivisie 2008-2009.
L’Italia Under-21 di Devis Mangia, finalista degli Europei di categoria 2013.
Squadre che hanno utilizzato il 4-4-2 a rombo

L’Argentina con Maradona posizionato al vertice offensivo del centrocampo (CT: Carlos Bilardo).
L’Inghilterra vincitrice nella coppa del mondo del 1966 (CT: Alf Ramsey)
Il Boca Juniors vincitore della Copa Libertadores nel 2000 e 2001 (Allenatore: Carlòs Bianchi).
Il Porto vincitore delle Champions League del 2004 (Allenatore: José Mourinho).
Il Milan che vinse la Champions League del 2003 e del 2007 e lo Scudetto del 2004 (Allenatore: Carlo Ancelotti).
L’Inter che vinse lo Scudetto del 2009 (Allenatore: José Mourinho).
Squadre che hanno utilizzato il 4-4-1-1

L’Italia, vincitrice del Mondiale 2006 (Allenatore: Marcello Lippi).
La Juventus, vincitrice dello scudetto nel 2002 e 2003 e finalista di Champions League di quell’anno (Allenatore: Marcello Lippi).
La Grecia, vincitrice dell’Europeo 2004 (Allenatore: Otto Rehhagel).
Il Manchester United nella stagione 2006-2007 con Rooney dietro Saha/Solskjær/Smith, Giggs a sinistra e Cristiano Ronaldo a destra (Allenatore: Alex Ferguson).

Qua sotto una serie di esercitazioni di Sacchi, uno dei maestri del 4-4-2