Eccoci oggi a parlare della tattica da usare per contrastare una squadra che gioca a zona. Parliamo di zona pura, quella alla Zeman o alla Sacchi tanto per intenderci, cioè una squadra che fa del pressing e della velocità le sue armi migliori; una squadra molto corta. Qualcuno ritiene che questa è la tattica usata dalle squadre meno dotate tecnicamente ma questa è solo leggenda. I vari Cruijff, Van Basten, Gullit e Rijkaard non mi sembrano affatto giocatori scarsi tecnicamente.
Quali sono le situazioni pericolose che possiamo creare?
Innanzitutto dobbiamo mantenere il più possibile il possesso palla, facendo girare il pallone orizzontalmente nell’intento di aprire la squadra avversaria. Questa deve girare velocemente per eludere il pressing avversario ed i calciatori devono aggredire lo spazio lasciato vuoto dall’avversario per creare una situazione di superiorità numerica.
Più nello specifico, le situazioni più pericolose e critiche per il gioco a zona sono queste:
Nel taglio in profondità degli attaccanti si cerca la possibilità di incunearsi tra i centrali difensivi schierati in linea in quanto, mancando il libero di ruolo, la stessa non è preparata perseguire in profondità le punte avversarie.
Stessa cosa si può dire anche per la situazione dell’uno/due giocatori al centro della difesa. La possibilità di un centrocampista di inserirsi a creare la superiorità numerica o la possibilità dell’attaccante di fare da boa per il “dai e vai” consiste nel far uscire il centrale dalla sua zona di competenza dando di conseguenza la possibilità al compagno di inserirsi velocemente tra le maglie della difesa avversaria.
Il giocatore che “galleggia” tra le due linee avversarie, quasi sempre tra la linea di difesa e quella di centrocampo, è probabilmente una delle situazioni più difficili che la squadra a zona deve gestire. Infatti la squadra avversaria deve decidere se affrontare quest’uomo indietreggiando un uomo del centrocampo o alzando un uomo di difesa con i rischi che ovviamente comporta questa situazione. Questo calciatore, in questo caso, deve essere in grado di avere buona visione di gioco perché agendo quasi sempre spalle alle porta deve “intuire” gli spostamenti dei compagni lateralmente.
Le palle inattive sono senz’altro la situazione più difficile da controllare per una difesa schierata a zona. Quasi sempre la concentrazione è focalizzata sul pallone e molto spesso si perdono proprio gli avversari nei 16 metri. La squadra deve cercare di predisporsi in area soprattutto nelle vicinanze dei due pali per sfruttare eventuali traversoni e di smarcarsi repentinamente in modo da sparigliare l’ordine zonista.
Se si gioca con 3 punte, è opportuno chiedere ai ragazzi di puntare molto sul taglio degli esterni “sotto” la linea difensiva. Uno dei due esterni deve spostarsi verso il centro, proprio tra le due linee avversarie. Così facendo si viene a creare un buco laterale sulla quale poter entrare.
Nel gioco a zona importanza fondamentale rivestono, come abbiamo visto, gli attaccanti che devono, in fase difensiva, arretrare per tenere la squadra corta. Va da sè che, nel caso la squadra avversaria entri in possesso palla, questa viene “schiacciata” verso la propria porta. Ed è proprio in questo momento che si deve attaccare in pressing l’avversario per impedire loro di uscire in contropiede. E’ fondamentale dunque il movimento incontro alla palla.
Altra tattica per eludere il “fuorigioco” asfissiante è quella della sovrapposizione centrale dei centrocampisti. Gli attaccanti in questo caso devono fare da elastico pronti eventualmente a seguire l’azione del compagno. I centrocampisti non devono preoccuparsi del proprio avversario ma devono solo aggredire lo spazio per ricevere il passaggio filtrante.
Infine, una delle cose più belle da attuare contro la difesa a zona: il cambio di gioco. Come detto all’inizio, far girare la palla orizzontalmente e velocemente è fondamentale contro la difesa a zona; cambiare gioco saltando il centrocampo in pressing e la difesa schierata in linea per il fuorigioco vuol dire mettere il compagno di squadra in grado di puntare a rete con velocità. Una squadra che adotta un marcamento a zona, deve necessariamente muoversi in maniera coordinata in fase difensiva in base al movimento della palla, andando a creare un lato forte e un lato debole. Il lato forte è quella zona di campo in prossimità della palla in cui la squadra che difende si concentra per creare superiorità numerica. Al contrario il lato debole è quello spazio di campo più o meno grande lasciato libero dal movimento a scalare in zona palla. Come è facile prevedere un repentino cambio di gioco da parte della squadra in possesso palla alla ricerca di spazi liberi sul lato debole, può creare problemi alla solidità della fase difensiva.
Nella fase difensiva invece incontrando una squadra a zona, si dovrà necessariamente essere piuttosto lunghi per cercare di non consentire alla squadra avversaria di accorciarsi, creando di conseguenza una superiorità numerica. Lasciando la squadra lunga la si obbliga a non avere troppi collegamenti tra i reparti, concederanno ampi spazi liberi nei quali si deve cercare l’inserimento.

storia-tattica-1