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by Mosfine

Leggo tanto del come si prepara una squadra, si sviluppa un sistema, una filosofia di gioco, calcio totale, pressing, possesso palla, contropiede, occupare gli spazi, linee di giocatori.

Ognuno è allenatore a suo modo con le sue convinzioni e metodologie, tutti dicono di essere raffinati strateghi, di essere attenti al minimo dettaglio, di curare tutto.

Tutti avidi studiosi che masticano calcio da quando sono bambini.

Uscite dagli spogliatoi e prendete il vostro posto in panchina, consci che sia voi che i vostri giocatori avete preparato tutto nel minimo dettaglio senza tralasciare nulla, pronti a reagire a qualunque cosa succeda.

E’ veramente così? Avete veramente curato tutto e siete pronti a reagire qualunque cosa succeda?

Se ci sediamo a un tavolo sarete capaci di parlarmi per un’ora di come avete minuziosamente messo in campo la vostra squadra, frutto di una complicatissima analisi di mille mila numeri e considerando miliardi di fattori, o di come avere la meglio sul vostro avversario in quanto lo avete letto e studiato conoscendone ogni pregio e difetto.

Bravi. Belle quelle 11 pedine messe sulla lavagna. Adesso ne prendo e ne tolgo una a caso, non importa quale. Vediamo che faccia fate. Che fine fanno il vostro sistema e la vostra ultraterrena filosofia?

Può essere per un provvedimento disciplinare, giusto o sbagliato, per un infortunio a sostituzioni esaurite. Se nel pensare a una risposta avete solo nebulose idee in divenire, significa che forse non avete studiato abbastanza, non siete pronti a prendere il vostro posto in panchina, che non è vero che siete capaci di curare tutto nel minimo dettaglio e non siete pronti a reagire a qualunque cosa accada sul campo. La dimostrazione di conoscenza del gioco del calcio è anche questa, in queste cose, perché una delle qualità di un leader, di un manager, è l’elasticità mentale, la capacità di preventivare eventi, essere preparati a saper gestire qualsiasi evenienza.

Il calcio è questo, mandi in campo 11 giocatori ma uno si fa la doccia in anticipo. State pensando “Ok può succedere”. Succede verosimilmente in una partita su sei di restare in inferiorità numerica, in un turno di campionato prendete 5 partite in corso ed una ha una squadra non al completo. E voi avete passato più tempo a pensare a chi far battere un calcio di rigore. Legittimo e importante, per carità, ma mentre un tiratore decente può essere scelto automaticamente, una situazione tanto critica quanto frequente richiede un maggiore dettaglio.

Si parte sempre dall’assunto che ogni partita è a sé e con le sue necessità, certo è che il primo, istintivo pensiero è quello di rinunciare a un attaccante.

4-4-1

4-4-1

Non importa se il vostro schieramento ne preveda già uno, disporre la squadra con un 4-4-1 significa partire dall’equilibrio e dall’occupazione degli spazi tipica del 4-4-2 rinunciando alla pressione fatta sulla loro linea difensiva. I vostri avversari saranno in grado di uscire senza problemi palla al piede dall’area di rigore, sia centralmente che per vie laterali. Una disposizione che si preoccupa principalmente di coprire la propria metà campo e che necessità di uno sforzo enorme e di qualità da parte dei giocatori più difensivi per poter sviluppare qualche trama offensiva, in quanto devono partire da molto lontano e non possono comunque nascondersi. Sulla carta la vostra linea di pressing parte qualche decina di metri più indietro rispetto alla norma.

3-4-2

3-4-2

Mettete però da parte il pensiero di ridurre il problema a un “non far degenerare la situazione” e badare solo alla propria metà campo. Lasciare due attaccanti e vedere la cosa come “un 4-4-2 con un difensore in meno” oppure un “3-5-2 con un sacrificio a centrocampo” o un “3-4-3 con un’opzione offensiva in meno”, ecco che se partite dal primo caso, vuol dire lasciare intatti i rapporti tra i vostri giocatori nella metà campo avversaria. Si tratta di una scelta audace e un rischio grande per una squadra mal organizzata e non capace di leggere le diverse situazioni tattiche che si vengono a creare. Uno dei due centrocampisti centrali dovrà pensare di andare ad assistere il centrale difensivo nel momento in cui la circolazione di palla avversaria porta 4 attaccanti ad aggredire l’ultima linea.

4-3-2

4-3-2

Siete forti di due difensori centrali, due prestanti terzini e decidete di tenere tre centrocampisti. Uno schieramento del genere vi lascia due attaccanti che devono cercare di rendere comunque difficile l’impostazione avversaria e tre polmoni a dover gestire i tentativi avversari di allargare la maglia. Nel creare occasioni almeno uno dovrà essere bravo a dare sostegno agli attaccanti, ma sotto la lente d’ingrandimento ci sarà la capacità dei due attaccanti di creare occasioni tramite tecnica ed intesa. E uno dei due potete comunque spostarlo sulla trequarti se avete la sensazione che possa essere più utile giocando tra le linee.

3-3-1-2

3-3-1-2

Se pensate che con un uomo in meno basta semplicemente fare a meno del vostro fantasista, avete ancora molto da imparare. Un fantasista a supportare le due punte è una soluzione, sta a voi saper riconoscere il problema che vi trovate davanti e applicare di volta in volta l’opzione più appropriata. 3 uomini a lavorare negli ultimi 40 metri di campo sono il terminale di un 3-3-1-2 che metterà a dura prova le abilità dei vostri difensori nell’uno contro uno ma potrà anche portarvi ad ottenere un risultato positivo senza rinunciare a vedere la porta avversaria. Perché a volte avrete comunque la necessità di segnare.

4-2-2-1

4-2-2-1

E se volete segnare, una chiave può essere tenere le vostre 3 frecce offensive e lasciare un sforzo enorme sui vostri 2 centrocampisti. La versatilità dei difensori sarà fondamentale nell’andare ad anticipare gli attaccanti quando i centrocampisti non potranno scalare così come la capacità di non lasciare che le seconde palle possano diventare un vantaggio per l’avversario sarà un dettaglio da tenere d’occhio.

3-5-1

3-5-1

Avete mai pensato di disporre un 3-5-1? Non volendo lasciare vantaggi in quel settore del campo, si punta all’intensità a centrocampo. Va sempre ricordato che davanti il vostro attaccante sarà da solo a caccia di palloni giocabili, ma si può riuscire a smaltire adeguatamente l’inferiorità tenendo corta la distanza tra i giocatori e prendendo i riferimenti giusti quando in marcatura. Che se partite da un 3-5-2 non dovrebbero cambiare, così come certi meccanismi in fase di costruzione. La giocata individuale a centrocampo è quella che fa la differenza ed è quello che puntate ad evitare.

5-2-2

5-2-2

Cinque difensori in campo, ma due esterni che si preoccupano di dare ampiezza e respiro al gioco. Un’interpretazione diversa e meno difensiva li vede in linea con i centrocampisti a fare un 3-4-1-1, oppure un’altra alternativa con i difensori per un vero 5-3-1. Come vedete con gli stessi giocatori potete occupare il campo similmente ma con priorità diverse, in ogni caso un esagono disegnato nella vostra metà campo per stringere i denti e non concedere il gol.

Test case: 342

00:22

L’esterno sinistro si accentra e perde il possesso del pallone. La palla arriva a un centrale che di prima la gioca sull’attaccante, marcato dal difensore. I difensori esterni sono larghi e lontano dal gioco, quando la palla arriva all’attaccante il suo movimento laterale libera spazio al centro per i tre centrocampisti che si inseriscono nel contropiede e che obbligano altrettanti avversari a rincorrere.

A centrocampo c’è da tenere d’occhio la situazione di gioco che si viene a creare tra l’attaccante #10 e un centrocampista in inserimento #22 che fa capire cosa può venire a crearsi in situazioni di inferiorità numerica e la diversa riorganizzazione necessaria. Più avanti il difensore #16 che segue il portatore #44 deve lasciare la marcatura per dedicarsi a un avversario che si è inserito nello spazio alle sue spalle e nella zona di sua competenza.

Con l’attaccante #44 che evita il difensore #38 sopraggiunto si arriva a una situazione di cross in area. Già prima di entrare in area l’attaccante #10 ha lasciato andare #22 che assieme ad altri due giocatori finiscono in area centralmente pronti a ricevere il cross approfittando di qualche disattenzione. I difensori che possono intervenire sono #4, #8 si stava occupando #10 ma lo perde al limite dell’area e il difensore che poi va a contrastarlo sul cross arriva tardi, concedendo così l’occasione da gol. Decisamente significativo il fatto che sia stato #10 ad andare a seguire un centrocampista mentre l’esterno #7 sia rimasto largo con il terzino come riferimento prima di andare a stringere.

01:10

Con il terzino #24 a impostare, i due centrocampisti difendenti sono in posizione per andare a pressare i centrocampisti avversari, ma alle loro spalle hanno #10. Il centrocampista avversario gioca una palla di prima che li scavalca e trova il compagno in posizione avanzata che in velocità potrebbe generare un 3 contro 3. C’è da vedere se l’esterno #7 seguirà adeguatamente #3, se il difensore #4 dovrà tenere d’occhio la sua avanzata oltre a quella dell’attaccante centrale #44 che in teoria è cosa del centrale #16. Ma in un’azione del genere non è da escludere che #16 debba alzarsi per andare a coprire la palla o un altro avversario e che quindi debba lasciare #44 al compagno.

Guardando l’azione è vero che i centrocampisti sono bravi ad accorciare sul portatore, ma si nota come il centrale vada a pressare centralmente, lasciando l’attaccante centrale al difensore destro mentre l’esterno #7 concede spazio all’avversario sulla fascia.

Con #10 caparbio a rientrare per recuperare il pallone da lui stesso perso e in posizione sempre più lontana da quella di sua competenza, ecco che l’azione si sposta sulla sinistra con il centrocampista #8 bravo a rompere l’azione.

01:39

Su un rinvio del portiere, il centrale #16 va a contendere il pallone. Ma lo fa abbandonando la sua zona di competenza ed andando a raddoppiare su un attaccante già marcato. L’attaccante #12 può spiazzarla per #44, che può approfittare del buco centrale lasciato e approfittare della possibilità di avere il #4 in ritardo e fuori posizione, oppure per il #19 in posizione d’appoggio. Sulla seconda palla possono arrivarci cinque giocatori della squadra attaccante, sei se consideriamo anche il terzino #24 pronto a scattare e una palla giocata sulla fascia.

Il colpo di testa finisce a un centrocampista, che si trova subito con due facili soluzioni sulle fasce che possono portare a un pericoloso cross: con tre passaggi, incluso il rinvio del portiere, l’inferiorità numerica concede un’occasione da gol facile. Il pallone viene giocato sulla fascia dove l’esterno #7 ha lasciato spazio all’avversario #24 che deve vedersela con il difensore sinistro #58 che deve uscire sulla fascia. Una volta dribblato il difensore, il pallone viene crossato in area dove quattro difensori devono vedersela con tre attaccanti. #12 cerca di farsi trovare libero tra #8 e il #16 che si preoccupa dell’anticipo sul vertice dell’area piccola.

Dopo la respinta e in riproposizione, tre attaccanti a intasare i difensori centralmente e due giocatori larghi ed alti per mettere in crisi la difesa. È in fase di rifinitura per l’esterno sinistro che avviene l’errore, la difesa riesce a recuperare e ad intercettare nonostante una posizione iniziale non ottimale.

02:50

In un tentativo di imbastire un’azione da terra con il portiere che smista al difensore sinistro, la palla viene persa a centrocampo. Il centrocampista che vince il contrasto ha davanti a sé tre compagni contro un difensore, mentre il resto della linea difensiva è larga e non deve recuperare. La palla viene subito verticalizzata per uno dei tre che non ha un controllo impeccabile e consente il recupero.

Di nuovo azione impostata alla stessa maniera, pallone perso sulla fascia sinistra e capovolgimento di fronte per vie centrali. In inferiorità numerica, la difesa si concentra col coprire qualsiasi varco centrale. Quella è la zona a cui dare la priorità, quello è il percorso più breve per arrivare in porta e quello da proteggere, e con transizioni del genere si rallenta l’avanzamento del pallone e si cerca di portarlo verso l’esterno.

Alla terza identica azione, il contrasto portato scaturisce in un fallo. Appena battuta la punizione, si può notare come la squadra difendente, pure essendo in superiorità, copra male il campo, con i tre attaccanti troppo facilmente esclusi dalla fase difensiva e abbondantemente scavalcati dal pallone e centrocampisti con riferimenti sbagliati: sulla fascia destra c’è la possibilità di andare all’uno contro uno.

04:23

Un calcio d’angolo viene battuto lungo e la difesa entra agevolmente in possesso del pallone, a parte due attaccanti marcati da tre difensori a centrocampo, tutti i giocatori sono in area di rigore.

C’è lo spazio per portare il contropiede, la squadra si può distendere, in particolar modo un attaccante raggiunge subito i suoi compagni di reparto e un centrocampista è immediato e profondo nell’inserimento centrale. Con il centrocampista a ricevere il passaggio, sulla fascia sinistra un esterno diventa pericoloso avendo come avversario più vicino chi ha battuto il calcio d’angolo e sull’altro versante un terzino si sovrappone sull’attaccante, mettendo in difficoltà il marcatore. #44 riceve il passaggio, taglia dentro per dare efficacia alla sovrapposizione e decide di cambiare gioco, ma il gesto un po’ per i tempi sbagliati e un po’ per merito del ripiegamento avversario non ha buon esito. Sulla traiettoria si avventa l’attaccante #10 che gestisce il pallone con freddezza prima di scaricarlo dietro a un difensore. In una frazione è l’esterno destro #17 ad avere la palla ed altrettanto velocemente il giocatore vede e sfrutta un corridoio per puntare in velocità l’avversario e proporre un affondo. L’iniziativa lo porta a fondo campo e si dimostra azzeccata, peccato che il gesto tecnico del cross non si dimostri altrettanto preciso. Due compagni sono in area a poter concludere e in seconda battuta altrettanti potrebbero farsi pericolosi negli ultimi metri. Quindi quattro giocatori in zona gol nonostante l’inferiorità numerica.

05:19

Il difensore #5 si porta sulla destra con la palla, escludendo riportare il pallone al centro non può inventarsi nulla, e nonostante la superiorità calcia lungo. C’è un contro rilancio centrale del portiere su cui si precipita lo stesso difensore. In evidenza i tre centrocampisti che sono anche loro a caccia della palla e a coprire la stessa identica zona mentre gli avversari hanno un attaccante che può contendere la palla. Inoltre un solo centrocampista si è precipitato in avanti, mentre l’altro compagno di reparto è rimasto nelle retrovie. Lentamente però #8 si alza ad accorciare e quando il mediano #22 gli dà le spalle, ecco che il pressing portato e il posizionamento dei suoi tre compagni preclude una facile soluzione di passaggio dato che sono tutti tagliati fuori. Sulle corsie esterne non sembrano esserci sbocchi, e non trovando facili e rapide opzioni il giocatore è costretto a una palla lunga alla cieca.

Test case 441

00:21

In questo primo esempio, pur essendo un’azione non velocissima viene concesso tempo e spazio a un centrocampista per poter manovrare a piacimento. Una sovrapposizione sulla destra nonostante la doppia linea di quattro giocatori crea delle difficoltà, il meccanismo viene eseguito da manuale e #19 tagliando dentro valorizza il movimento del compagno che non arriva al cross perché contrastato bene da #32.

00:48

Un’altra azione sulla destra, intesa che funziona alla stessa maniera ma questa volta con un’inerzia diversa. #19 passa al centro e la squadra con tre rapidi passaggi orizzontali cambia fascia e crea un due contro uno sulla sinistra. I centrocampisti non sembrano essere in grado di rendere difficoltosa la manovra avversaria, ma anche in questo caso non si arriva al cross per un tempestivo intervento di un difensore.

01:08

Su una rimessa laterale, ecco che si cerca ancora di scardinare la difesa in inferiorità numerica palla a terra, #17 va subito in pressione su #24 quando questo riceve palla costringendo a un retropassaggio la prima volta, e rubando bene il pallone la seconda. La squadra può così cercare di imbastire un attacco e viene giocata una palla lunga su #10. L’attaccante però è isolato e deve soccombere a quattro avversari che lo circondano senza lasciargli respiro. Nel proseguo, #9 riceve palla molto lontano dall’area, viene accompagnato sull’esterno mentre un compagno si inserisce centralmente ma è troppo poco per scomporre la difesa.

01:46

Seppur in inferiorità numerica, se avete dato un’impronta di gioco alla vostra squadra e i vostri giocatori hanno ben sposato la filosofia del possesso palla prolungato, lo potete vedere anche in questi frangenti che i giocatori non disimparano certe abitudini. Da una rimessa laterale a ridosso dell’area si può dar luogo a una serie prolungata di passaggi che porta la squadra nella metà campo avversaria. Ciò non toglie che la mancanza di un uomo si fa sentire a maggior ragione dopo una palla persa data l’esposizione al contropiede e basta una sola giocata in velocità per essere puniti. Sono rischi che una squadra ben organizzata può (e deve) però permettersi a volte ed è in questi frangenti che capirete se i vostri difensori sono di qualità superiore e sono stati un buon investimento.

02:23

#45 prende palla molto lontano dall’area e #15 abbandona la mediana per andare subito a marcarlo. Viene accompagnato all’esterno e da quando entra in possesso a quando perde palla viene preso in consegna da tre diversi giocatori. Dopo qualche scambio poco preciso, grazie alla sponda del centravanti la squadra in inferiorità gestisce la palla e per uscire dall’ultimo quarto di campo fa affidamento a un paio di scarichi sulle retrovie per poi proseguire la catena di corti passaggi sull’asse centrale. Viene effettuato un lancio sulla destra per cercare un po’ di profondità mentre il centravanti deve recuperare la posizione centrale che gli compete per poter dare continuità all’azione. Due giocatori arrivano su di lui a rendergli la vita difficile. Con il gioco in mano all’altra squadra, possiamo vedere come una buona organizzazione possa fornire una buona copertura e rendere difficile l’impostazione, quasi non facendo pesare l’espulsione e ricalcando una copertura uno a uno. Non lasciando facili sbocchi, si obbligano i giocatori a dover ricorrere a giocate di qualità e di conseguenza all’errore.

03:28

Un altro esempio di costruzione, pallone in area e difesa completamente in area dopo una transizione. Dopo dieci passaggi in venti secondi, il possesso è nei piedi dell’attaccante che sta stazionando a centrocampo, la difesa salita a una trentina di metri. Dopo altri dieci passaggi in venticinque secondi, la difesa è salita definitivamente a centrocampo, con il terzino destro in possesso all’altezza del centrocampo a significare che le altre linee hanno guadagnato profondità. La palla viene persa dopo ventisei passaggi e in quel momento i giocatori dietro la linea della palla sono cinque. Il centrocampo ripiega prontamente e con questa compattezza e reattività il contropiede viene annullato. A dimostrazione del fatto che nonostante un continuo cercare di salire e guadagnare campo, i giocatori hanno la mentalità e la disponibilità a compiere la fase difensiva e a fare uno sforzo in più anche in caso di repentino tentativo avversario.

04:51

Ancora un tentativo di elaborare una manovra con fitti passaggi, l’avversario pressa alto per cercare di far valere la superiorità numerica quanto più vicino possibile alla porta.

05:54

Il miglior giocatore della partita, nonostante la sconfitta, è il centravanti della squadra in inferiorità numerica. Pur essendo teoricamente isolato e sovrastato numericamente, i vari giocatori che si sono alternati nella sua marcatura hanno commesso un totale di 13 falli, segno dell’importanza di essere capaci di lottare sui palloni vaganti, di saper proteggere la palla e di essere in grado di non farsi anticipare anche quando le premesse non siano le migliori.

Test case 432

00:23

Su un pallone in posizione centrale portato avanti da un centrocampista centrale, la disposizione della linea mediana lascia perplessi. Il centrale scala a doppiare il terzino sinistro mentre a coprire la palla ci va il compagno a destra. Il centrocampista sinistro si trova un metro oltre la linea della palla di conseguenza viene lasciato troppo spazio sul lato opposto, dove gli avversari possono creare superiorità visto che viene difficile scalare. Il centrocampo a tre è messo in crisi dalla circolazione del pallone su tutta la larghezza del campo. Su una respinta, il difensore #38 allunga la palla per l’attaccante #9. Il centrale sbaglia l’anticipo e apre le porte al contropiede. In fase di regia, un centrocampista poi sbaglia una facile apertura non andando a cercare il terzino sinistro.

01:38

Il passaggio di #9 a cercare il terzino #38 che si è proposto a destro non giunge a buon fine. Come si può vedere dal video i difensori laterali sono bravi a ripiegare subito sulla linea di competenza, comportamento fondamentale essendo gli unici titolari della corsia laterale. Assieme ai centrocampisti viene eseguito un buon pressing ma ancora una volta i giocatori finiscono col disporsi male. Questa volta sul pallone e a coprire dieci metri di campo ci sono sei giocatori e nonostante un primo contrasto vincente l’azione si concentra sulla fascia, dove c’è un due contro uno che sfocia in un cross in area.

02:25

Un tentativo di distendersi in velocità interrotta da una palla persa. Anche qui in evidenza i laterali che tornano subito indietro. Significativo qui il movimento dell’attaccante #9 sul passaggio di un centrocampista all’ala. L’attaccante scatta indietro per dare densità dove si trova la palla e grazie a quel movimento, sul recupero di possesso, sarà la soluzione ideale per ripartire. Quando si parla di attaccanti che danno una mano in difesa, di sacrificio, si parla di dettagli di questo genere.

03:10

Qui vediamo come sul possesso di un centrale difensivo i due terzini siano entrambi saliti a fare i centrocampisti ed essendo entrambe le squadre schiacciate a centrocampo si debba ricorrere a un retropassaggio del portiere che esce fuori area. I terzini vengono incontro qualche metro ma la linea difensiva nonostante l’inferiorità numerica è altissima. L’aggressività della squadra difendente porta due giocatori sulla palla e altrettanti su un compagno a sostegno. Con una circolazione del pallone veloce ma precisa, la dimostrazione di come si possa comunque trovare un possibile varco. Le occasioni sono poche ma vanno create e sfruttate in questa maniera.

03:42

Come quando un centrale è in posizione avanzata e sulla traiettoria di un passaggio sbagliato. Si cerca un centrocampista mentre l’attaccante #9 viene incontro e #35 va in profondità. #8 per un attimo sembra approfittare di questo movimento per andare a inserirsi dietro allo spazio lasciato dal marcatore che lo segue, ma ci rinuncia. Quello che conta è con il movimento coordinato degli attaccanti e di un altro giocatore largo a dettare il passaggio e la profondità, si possono creare contropiedi pericolosi.

03:55

#19 passa di prima un pallone a #44. Gli avversari portano bene il pressing, il terzino #2 sale a nascondersi invece che a liberarsi e l’unica possibilità potrebbe essere #8. Per scelta di non rischiare o perché non visto, si ottiene un passaggio un lungo su cui poi i centrocampisti sono lenti a reagire. Emergono i problemi di questo centrocampo a tre, con il terzino che pressa fino a quella linea e zona, male presidiata da #7. Essendo esposto a una sovrapposizione, si arriva a un cross in area. Sulla respinta ancora squadra in difficoltà con un cambio di gioco e conclusione in porta. Prosegue l’attacco con tutti i giocatori in quella metà di campo, i tre centrocampisti a presidiare la difesa e terzini avversari che generano il panico con le loro avanzate.

04:53

Passiamo a vedere cosa può succedere con un centrocampista centrale e due laterali. In questo momento il centrale si è abbassato e non ci sono soluzioni di passaggio. Nel momento in cui serve una verticalizzazione non c’è nessuno disponibile e nessuno cerca di smarcarsi per esserlo.

05:34

In un’altra azione che nasce da una palla inattiva, non c’è nessuno a presidiare il centrocampo ma si crea un’opportunità da un guizzo di #10, schierato in posizione di centrocampista laterale destro, bravo a sfruttare l’angolo cieco. Si ricicla il possesso e si approfitta di #10 in buona posizione per provare la giocata individuale. Sulla palla persa, ci sono solo i quattro difensori dietro la linea del pallone, I centrocampisti non sono inizialmente impeccabili nell’andare a difendere la porta e si dimostrano all’altezza del compito solo quando il pallone entra in area e grazie al temporeggiare della difesa che concede loro tempo e solo grazie a #13. In ogni caso tutti sono rientrati e tengono le loro posizioni cercando di non far passare la palla.

06:54

In questo frangente vediamo la squadra in inferiorità numerica nella metà campo avversaria ad attaccare. Il fraseggio è elementare ma paziente a dimostrazione che ci sono difficoltà nel riuscire a consegnare il pallone a giocatori in posizione avanzata, ma si riesce a non dover rinunciare al possesso. Chiamato in causa il portiere gioca un palla lunga. Seconda palla vinta ma il regista si trova spalle alla porta e accerchiato da diversi giocatori ma solo uno va a contrasto. Non è abbastanza dato che riesce a far verticalizzare verso #11 il quale scambia con il compagno di reparto. Di prima il gioco viene allargato verso #10, ancora una volta bravo a dare continuità all’offensiva e farsi trovare dietro l’avversario. Non si arriva a una realizzazione ma dimostra come nonostante una disposizione in campo non ottimale e un possesso palla che non sembra efficace, puntando su giocatori offensivi e un atteggiamento non rinunciatario si possano comunque scovare vulnerabilità altrui e puntare alla porta.

Autore: Mosfine