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Marco e Yaroslav (il suo nome era tutto ciò che era rimasto impresso nella mente del povero Marco), inseparabili come al solito, erano seduti in una delle panchine vicine al bordo del campo, e guardavano la partitella dei ragazzi. Gli avevano spiegato che quel gioco si chiamava calcio. Gli piaceva molto guardare una partita di calcio, ed era come se ciò richiamasse qualcosa nella sua mente, ma non riusciva ad afferrare cosa fosse questo qualcosa.

-però, sofforti ‘sti ragazzi, vero yaroslav?
-geeee..
-dici di no?
-geeee..
-si è vero, in effetti sono degli zappaterra, però secondo me potrebbero giocare molto meglio se qualcuno gli dicesse cosa fare. Ma in fondo sono ancora dei ragazzini..
-geeee!
-Come? Sono quasi tutti maggiorenni? E tu che cazzo ne sai?
-geeee..
-boh, se lo dici tu. Certo che quello lì, in panchina, non è che si dà molto da fare eh?
-geeee..
-hai ragione, adesso glielo dico. EHI TU!!

-SI TU! DICO PROPRIO A TE, PUOI VENIRE QUI UN ATTIMO!?
-dice a me? desidera?
-Senta, non è per farmi i cazzi suoi ma.. ecco.. non vede che in difesa non ci siamo proprio? Si fanno saltare da tutte le parti!
-ehm… si lo so, purtroppo questi ragazzi non sono molto dotati, infatti in campionato non è che stiamo andando benissimo.
-d’accordo, non saranno dei futuri Van Basten, però.. posso permettermi di darle qualche consiglio, se non le dispiace?
-(uffa che palle, ma che vuole questo da me? Tra l’altro mi sembrano due svitati, soprattutto quest’altro brutto come la fame che non dice una parola) Ma prego, mi dica pure..
– ecco secondo me se lei psssst psssst pssst (bisbiglio) allora loro pssst pssst inoltre gli attccanti avversari pssst pssst psss e quindi pssst pssst pssst, chiaro?


-lei dice, eh?
-Sisi
-mah, sa che le dico? Adesso provo a dare queste istruzioni ai ragazzi e proviamo, in fondo che mi costa?

Dopo quell’episodio, l’allenatore dell’under19 prese in simpatia quei due strani tipi che si presentavano ogni pomeriggio ad assistere agli allenamenti. Il prete che dirigeva la comunità lì vicino, dove erano assititi Marco e Yaroslav, gli aveva parlato ed ora sapeva la strana storia di quei due personaggi strambi. La cosa buffa era che il tipo che gli aveva parlato la prima volta sembrava capirne molto di pallone, tant’è che i suoi consigli si rivelavano efficaci. Li aveva così presi in simpatia che dopo un pò li aveva addirittura fatti accomodare con lui in panchina, ed aveva cominciato a seguire le loro indicazioni, perchè non era scemo e aveva visto che i risultati stavano effettivamente molto migliorando. La squadra ora andava così bene che addirittura nelle ultime partite era venuto il presidente in persona ad assistere in tribuna. Andreius, era questo il nome dell’allenatore dell’under19, era una brava persona e non provava nè invidia o nè arroganza nei confronti di quelli che, in fondo, erano due signor nessuno che si erano messi a dargli lezioni di pallone. Così un giorno, al presidente, glieli aveva addirittura presentati spiegandogli poi in privato la loro strana situazione.

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…si apre così,in modo insolito e divertente, l’avventura di Marko Rasmius(alias il nostro nom245): caricati solo i campionati degli stati appartenenti all’URSS, si parte senza lavoro per accasarsi in Lituania!!

Mettete sciarpa e guanti e seguiteci in questa carriera dagli esilaranti spunti comici!!

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