Best Stories 2014: Il Normanno

Garlic - 30 luglio 2014

Quello che mi ha sempre affascinato in tanti anni di Community su FMITA è la grandissima capacità dei nostri amici “carrieristi” di andare oltre la mera trasposizione di screenshots e numeri, sfociando spesso nella narrazione vera e propria , con personaggi, squadre, situazioni che rimangono indelebili nelle menti di chi legge, diventando veri e propri metri di paragone negli anni ed edizioni di FM che seguono!

La Storia che vi propongo oggi ne è un chiaro esempio: il nostro amico Maimau ci porta nella vita di un uomo qualunque a cui la vita ha preso tantissimo , che si appiglia  alla passione per il calcio per andare avanti, fino al giorno in cui arriva una chiamata dalla Bulgaria…che sia finalmente la svolta della sua vita travagliata?

Il Normanno

Quei capelli biondo castani, ben presto erano diventati grigi, quindi bianchi, dipinti su una chioma lunga e mossa che appoggiata su una barba incolta, il soprannome era quasi naturale, il normanno, per le sue origini meridionali. Una vita sportiva “sfortunata”, onesto calciatore, poi un banale incidente in bicicletta e tac, era salto il rotuleo. La lenta ripresa, solo la passione lo aveva sostenuto in quel percorso a scendere le categorie per chiudere la sua carriera, con la vittoria del campionato in sere D. Il ginocchio lo stava abbandonando e così a 38 anni era tornato a far ciò che gli piaceva , insegnare ai giovani.
Una vita privata anch’essa provata dalle disavventure, vedovo solo dopo due anni di matrimonio, sua moglie di famiglia benestante di origini rumene, conosciuta in una villeggiatura in Svizzera. Un incidente stradale lo aveva lasciato solo e senza figli, non si era risposato, girava l’Italia insieme ai suoi ragazzi con la malinconia di non averne dei suoi. Via quei lunghi capelli, ai ragazzi, bisogna dare modelli di vita giusti e sotto col lavoro, per cercare di regalare a qualcun altro il sogno che per troppo poco tempo era stato il suo.

I ragazzi cambiavano repentinamente il loro modo di essere, accoglierli adolescenti e lasciarli uomini era un lavoro importante, dare le indicazioni giuste per poter fare il calciatore professionista era vitale, e lui, si sentiva, sapeva di essere la persona giusta. Le prove della vita lo avevano forgiato. Per essere più vicino ai suoi ragazzi li osservava, cercava di entrare in sintonia con loro, con il modo di essere di pensare, di vestire.
Si faceva conoscere presto, internet mostrava come era da calciatore, e tutti sapevano che il Normanno era stato un esempio di professionista a tutto tondo.
Dopo alcuni anni trascorse come allenatore delle giovanili, il suo ruolo era mutato, la squadra gli aveva chiesto di trascorrere parte delle vacanze estive a girovagare per il mondo, di indicare qualche nuovo talento. Così si ritrovò sballottato fra Kenia e Messico, Paraguay e Cipro. Guardava il mondo dalla luce della sua stanza, in Kenia si era abituato alla penombra, il nord Europa aveva finestrelle piccolissime che lo rendevano tetro. Nell’est europeo le grandi finestre non mancavano ma il cielo regalava solo tonalità tristi, lui, stava bene dove il cielo gli ricordava il suo meridione con tanta luce da invadere la sua stanza.

Lasciare il campo non era stato facile, ma a volte, fare qualcosa di diverso ti fa sentire meglio. Certo, non aveva mai detto che non sarebbe tornato ad allenare, ma vedeva la cosa molto lontana e difficile, aveva i suoi estimatori, nel suo nuovo ruolo, e poi sentiva che probabilmente, per lui il treno giusto era passato. Lasciato il campo si era anche ripreso il suo look che lo aveva reso famoso, il normanno doveva essere quello che tutti si ricordavano. Passare inosservato non era facile, ma a lui questo non importava molto, anzi, gli dava quella notorietà che spingeva tutti a fare sempre il meglio.

E’ chiaro che dopo gli anni trascorsi a girovagare qualche amicizia si stringe e con essa anche qualche rapporto un pò più stretto. Come spesso accade nel mondo del calcio, qualche parola detta, qualche pensiero espresso ad alta voce, diviene una possibilità, una voglia di cambiare, ed allora, ecco che improvvisamente cominciano ad arrivare telefonate “strane” a sondare la disponibilità, e per quanto tu possa allontanare le richieste, c’è sempre l’amico che ti dice solo di ascoltare la proposta, “senza impegno”, ti dice ma almeno ascoltala.

In questo mondo così strano ma anche così corporativista, c’è sempre qualcuno a cui devi molto, un calciatore che ti segnalato un compagno giovane e che ti ha fatto fare un bel colpo, un Dirigente che , nel momento del bisognoti ha dato fiducia. Arriva anche per il Normanno, arrivò chi gli presentò il conto e che, quasi prendendoolo di peso, lo costrinse ad ascoltare un’offerta. Certo, non era di quelle facili, che magari arrivano agli ex calciatori famosi, ne abbiamo di esempi, Gullit, Vialli, Mancini, Seedorf, ma anche Ferrara che si sono ritrovati subito su panchine importanti, per il Normanno, si trattava più di una sfida che di una vetrina, più di un salto nel buoi che una certezza, ma , chilo conosceva bene, sapeva cosa dire, quali tasti pigiare, l’orgoglio misto all’impulso fecere il resto. senza sapere nemmeno come si ritrovò a firmare con una sconosciuta squadra dell’est europeo, una di quelle notizie che di solito fanno sorridere, “Allenatore italiano va ad allenare in Bulgaria”. Tutto sa di ricerca disperata di lavorare, ma non per lui, per lui l’imporatnte è tornare ad allenare, contro tutto e contro tutti.

Haskovo

Visuale panoramica della città di Haskovo.

Non aveva molto da portare, ne tanto meno da lasciare, l’avventura che andava ad intraprendere lo aveva rivitalizzato, così alla partenza verso Sofia sentiva quella bella sensazione del ritorno alla vita del campo. Certo la squadra non era da prima fascia , forse nemmeno da seconda, ma almeno la città era grande quindi la possibilità di arricchirsi interiormente era alla portata. All’arrivo fu colpito da due cose, la grande pulizia e quanto fosse conosciuto l’italian style. Arrivare a destinazione fu un viaggio verso l’interno, ma arrivati a Haskovo, si apriva una città multicolore dove si mischiavano il mondo turco con quello greco.
La frima sul contratto arrivò in poco tempo, ma già incombeva la presentazione alla stampa e, principalmente, ai giocatori e staff socieitario….

 

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