Teofilo Cubillas è da tutti ricordato come il più grande attaccante peruviano di tutti i tempi. Incredibilmente dotato, ha avuto una carriera densa di momenti salienti; pochi dimenticheranno il suo famoso duello con Pelé a Messico ’70, uno dei più indimenticabili di un magnifico torneo.

Dalle strade di Puente Piedra, un sobborgo di Lima, il giovane è riuscito a diventare un eroe nazionale grazie a questo magnifico gioco ed alla sua devozione alla popolare squadra peruviana Alianza Lima. Cubillas mosse i primi passi nel mondo del calcio con le squadre giovanili dell’Alianza all’età di 14 anni; il suo senso del gol e la sua tecnica eccezionale attirarono presto l’attenzione dell’allenatore della prima squadra. Fino ad ora è una storia comune, ma pochi allora immaginavano i 259 incredibili gol che Cubillas avrebbe segnato per la sua squadra del cuore.

Indubbiamente elegante e decisivo in campo, all’inizio Cubillas fu all’inizio messo da parte a causa. Due anni più tardi, all’età di 16 anni, in occasione del suo debutto in prima squadra, il suo compagno in attacco Perico Leon lo battezzò “El nene” (Il bambino). In pochi mesi il giovane si guadagnò la fiducia della squadra con il suo tiro tonante ed i suoi assist istintivi. Alla fine della stagione, pur timido per la sua giovane età (17 anni), vinse il titolo di capocannoniere e iniziò a diventare una leggenda.
Il talento di Cubillas fu presto notato dall’allenatore della nazionale peruviana, a quel tempo Waldir Pereira “Didì”, ex compagno di squadra di Pelé a Svezia ’58. Il giovane Teofilo ebbe la sua prima convocazione internazionale il 17 luglio 1968, in una partita di qualificazione per la Coppa del Mondo 1970. Nei successivi dieci anni avrebbe sempre vestito la maglia bianca con diagonale rossa della nazionale.

Durante le qualificazioni, il Sudamerica poté assistere alla nascita di un campione, anche durante lo spettacolare pareggio per 2-2 con l’Argentina alla Bombonera di Buenos Aires, dove qualche anno più tardi sarebbe entrato in scena un certo Diego Maradona. Cubillas è stato il leader naturale della generazione d’oro dei calciatori peruviani a fianco di Hector Chumpitaz, Alberto Gallardo ed il suo compagno in attacco Hugo Sotil, giocatori che presto sarebbero diventati famosi presso i tifosi di tutto il mondo, durante la fase finale in Messico.

Il Perù offrì una prestazione notevole in Messico, arrivando fino ai quarti di finale. Cubillas, in particolare, era in forma brillante e segnò un totale di 5 gol in quattro partite, due contro il Marocco ed uno a testa contro Bulgaria, Germania Ovest e Brasile. Rivelazione del torneo e simbolo del calcio offensivo giocato dalla propria squadra, la creatività, la spontaneità e l’innato talento di Cubillas lasciarono gli osservatori europei di sasso. Alla fine, dopo essere stati eliminati dal Brasile per 4-2, i peruviani lasciarono il torneo a testa alta, fermati dalla squadra forse più forte di tutti i tempi. La partita, cosa rara per l’epoca, fu una delle poche occasioni in cui tutti e ventidue i giocatori giocarono senza troppi condizionamenti tattici. Con le magie di Pelé e Tostao da una parte e quelle di Cubillas e Sotil dall’altra, gli spettatori furono incantati dagli uno-due, dai movimenti in campo e dalle giocate, alternando attimi di genio individuale, a momenti di gioco di squadra talmente perfetti da sembrare telepatici. Alla fine della partita, Cubillas uscì dal campo acclamato dai brasiliani vittoriosi e la sua reputazione aumentò di molto. Cubillas lo trovavi dove c’era la palla a dialogare con i suoi compagni, a proporsi, a concludere e a fare assist. Qualcosa di diverso dal solito sudamericano in grado di sorprendere tutti con colpi fuori dal comune e che per il resto del match si tiene ai margini del gioco

Nominato miglior giocatore sudamericano nel 1972 davanti a Pelè, Jairzinho e Perfumo, Cubillas non fu purtroppo in grado di evitare al Perù l’uscita dal Mondiale 1974, compromesso dalla sconfitta per 2-1 contro il Cile nello spareggio di Montevideo.Questo lo spinse a cercare fortuna in Europa, dove sbarcò nella stagione 1973-74, acquistato dal Basilea. Giocò soltanto sei mesi senza riuscire ad adattarsi al Campionato di calcio svizzero, ma realizzando comunque 7 gol in 14 partite. Era un ambiente impossìbile, per lui anche per il freddo. Nel 1974 fu acquistato dall’FC Porto ed inizia un sodalizio che durerà tre anni. In Portogallo, Cubillas diventa il vero leader e l’uomo simbolo della squadra. Nella stagione 1974-75 i biancoblu arrivano secondi e il peruviano viene eletto “Miglior straniero”. Nel 1976 segna 28 reti in 29 partite, ma nonostante ciò, il Porto non riesce a sfondare in campo europeo.

Dopo tre stagioni termina la sua avventura in Lusitania, con uno score di 65 gol in 108 partite complessive tra Campionato portoghese,Coppa di Portogallo e Coppe europee, e torna a casa, acclamato come un eroe. Aiutò così il suo Perù a vincere la seconda Coppa America e l’Alianza a vincere i titoli nazionali del 1977 e 1978.

Cubillas fece coincidere il suo ritorno sul palcoscenico mondiale ad Argentina 1978, con i peruviani qualificati alla seconda fase prima di fallire il passaggio a quella successiva in un gruppo molto difficile che comprendeva i padroni di casa, il Brasile e la Polonia. Con 5 gol fu vicecapocannoniere dietro Kempes: tre li aveva segnati su rigore, uno su una punizione fantastica alla Scozia che rimase tra le perle assolute della manifestazione

Cubillas si ritirò dal calcio internazionale dopo i Mondiali di Spagna 1982. In totale con il Perù giocò 81 partite ufficiali e segnò 26 gol (miglior marcatore di sempre della Nazionale peruviana).Al momento del ritiro dal calcio professionistico, Cubillas aveva 37 anni: in precedenza aveva passato un periodo negli Stati Uniti, dove segnò 59 gol in 120 partite per gli Strikers Fort Lauderdale e per il South Florida Sun di Miami.

Il destino, però, gli riserva la catarsi finale, la giusta conclusione per la carriera di una leggenda. Purtroppo è una tragedia il motore di tutto. L’aereo che riporta l’Alianza Lima nella capitale dopo la partita con il Deportivo Pucallpa l’8 dicembre 1987 si inabissa prima dell’atterraggio. Muoiono 16 giocatori, tra cui Ganoza, portiere di riserva ai Mondiali del 1982. Il club decide di reagire e torna subito a giocare nel torneo Descentralizado, arrivato alla 18° giornata su 30. La squadra cilena del Colo Colo e altre squadre peruviane prestano all’Alianza dei giocatori, Cueto ritorna in campo. Ma la notizia più importante è che anche Cubillas decide di indossare nuovamente i suoi scarpini. Per El Nene 17 partite e 7 gol, l’ultimo dei quali vale per l’Alianza la qualificazione alla Copa Libertadores dell’anno successivo. Adesso il riposo è davvero meritato.

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