Questo sarà un articolo un po’ diverso dal solito; non voglio semplicemente presentarvi le risposte alle mie domande che mi hanno dato i vari manager con cui ho avuto modo di parlare. No, stavolta ho bisogno di raccontarvi tutta la storia.

Vi racconterò un viaggio, il mio viaggio, che mi ha portato a saltare in un paio di giorni tra alcune città italiane e tedesche e mi ha permesso di riabbracciare la mia vocazione giornalistica; vi racconterò i piacevoli ritrovi con vecchi amici con cui abbiamo condiviso gli ultimi anni di carriera, cercando tuttavia di dare particolare risalto alle interviste, vero focus di tutta la storia.

Ma ora veniamo a noi; tra viaggi ed interviste, voglio raccontarvi dall’inizio come è cominciato tutto…

(n.d.r. l’articolo è diviso in schede; in ogni scheda troverete una tappa del mio viaggio; cominciate dalla prima e quando arrivate in fondo, troverete i collegamenti per passare alle altre schede)

Si parte!A Milano con NorbyA Napoli con CiroUn incontro in aeroportoA Francoforte con GeoUna telefonata in trenoAmburgo!

Mascalucia, ore 7.30

Sveglia, colazione veloce, il buongiorno a mia moglie e via, tra le vie del mio paesino a fare un po’ di corsetta scaccia pensieri. Tra un metro e l’altro mi riaffiorano i miei quasi tre anni di FMRld… gli inizi con l’Aston Villa, il mio arrivo all’Everton, la finale di EL persa ai rigori contro il City del mio amico Garvid, il caso Lukaku, l’arrivo di Calleri… la promessa mancata, ahimè, di un approdo in Champions, quante battaglie, quanti ricordi… fino a quando ad un tratto lo squillo di un telefonino, del mio telefonino, mi riporta alla realtà.

Leggo… Times di FMRld (come qualcuno sa, a parte allenare, ho una collaborazione con una nota testata giornalistica del più importante campionato online del mondo); dall’altra parte del telefono un certo Gigio SoTuttoIo, il mio caporedattore.

Pronto!?!?
We Dany, come va? Ho saputo del tuo approdo all’Amburgo… dalla cioccolata alla merda… ahahah
Ciao Gigio, ma quale merda… il mio all’Everton era un ciclo chiuso oramai, mi hanno voluto fortemente all’Amburgo ed io ho accertato con entusiasmo.
Certo non è che te la stia passando bene eh, siete fuori dalla coppa Nazionale… ahahah
Si, siamo usciti dalla coppa per via di una serie di cose che non ti sto a spiegare perché non capiresti, ma in campionato è arrivata subito la vittoria… e comunque cazzo vuoi sputa il rospo, che io sto a riposo per via delle pause nazionali e non voglio perdere del tempo con te.
Hihihi… proprio di questo ti voglio parlare, ti sei preso questa pausa lasciando tutto al tuo vice, ma in questa settimana mi devi fare un grosso piacere… ho saputo del caso Bernardeschi, e chi meglio di te potrebbe far luce su questo misterioso triangolo creatosi tra Napoli-Inter e Fiorentina… ahahah… e magari in mezzo ci metti qualche intervista, di tuo gradimento, che dici “se pò fa”?
Mmmh… si potrebbe fare, ma solo perché ho la possibilità di rivedere quattro amici e scambiare due chiacchere, e poi perché mi aiuterebbe a mettere da parte schede degli allenamenti e lavagne tattiche sui miei giocatori. Mia moglie non mi sopporta più, ho preso il salone per un campo da calcio… vabbè ok, d’accordo.
Bene, sapevo di poter contare su di te, corri all’aeroporto che ti aspetta il primo volo per Milano.
Milano… certo, chiamo Norby allenatore dell’Inter, sarà contento a concedermi l’intervista… sì, ti saluto.

Malpensa, ore 12.00

Tutto d’un fiato, la mia vita è una corsa; arrivato all’aeroporto affitto una 500L e corro subito all’appuntamento con l’allenatore dell’Inter. Mi spulcio un’oretta di viaggio e si arriva a Bellinzago Lombardo dove mi aspetta il mio amico Norby.

Tra un pranzo veloce e una passeggiata in campagna lungo il naviglio nel verde comincio a chiedere…

Sei milanista da quando eri in grembo di tua madre ed oggi allenatore dell’Inter, sbaglio o non mi tornano i conti? Il mondo sta cambiando?
Eh sì, il mondo sta cambiando, siamo in una civiltà ed in un periodo in cui l’amore per le cose è forse superato dalla brama di successo e anche dalle poche super opportunità che possono capitare… e io non ho voluto lasciarmi sfuggire questa ghiotta occasione. Massima professionalità e nessun pensiero al mio Milan.
Vedo che le idee sono chiare, bene. È lo stesso per il completamento della tua rosa? Penso abbia già cominciato il tuo lavoro.
Sì, o meglio la rosa era già molto folta quando sono arrivato; mi sono preoccupato di cedere quei giocatori che occupavano troppo spazio salariale in relazione alla loro importanza in rosa e alle loro future stagioni… molti non avevano più niente da dire all’Inter semmai abbiano detto qualcosa! Ho puntellato la difesa con due giovani, Miangue e Yao, che penso possano fare bene in futuro. Mancherebbe un vice Handanovic, ma possiamo prenderlo solo in prestito. Spero che si muova qualcosa nelle prossime ore. (n.d.r. nel mentre l’Inter ha preso il portiere Strakosha in prestito dalla Lazio)
Tutto qui? Mmmh, penso ci sia pure dell’altro, su non nascondiamoci dietro il pollicione… e l’attacco!?!? Non vedo la firma di Bernardeschi, dove sta il contratto già firmato? O ci sta un secondo caso Lamela?
Una situazione che non auguro a nessuno, a me è già capitata due volte e ahimè son stato fin troppo tranquillo… immagino che abbia già altre versioni, se vuoi posso raccontarti com’è andata dal mio punto di vista.
Prego sono tutto orecchie…
Insomma, noi davanti siamo anche a posto qualitativamente e quantitativamente, però abbiamo Eder in prestito e Jovetic in prestito con un riscatto già fissato; devo valutarli bene come giocatori ma penso di aver bisogno di altro come caratteristiche e per questo volevo puntare su altro. Bernardeschi è un nome di sicuro avvenire come ho già affermato e le prime informazioni le ho chieste subito a Lupo; inizialmente le richieste erano troppo alte e io non avevo ancora un buon budget per provare il primo assalto. Ma le trattative giorno dopo giorno andavano in porto e il buon Lupo, buono fino a quel punto, voleva liberarsi del ragazzo e me l’ha proposto per 30M. Noi eravamo disposti a pagarli a rate e dopo un tira e molla avevamo chiuso a 27 con una maggior somma versata subito. Col giocatore nessun problema e accordo raggiunto, mancavano in pratica le ultime scartoffie e l’ufficializzazione del tutto, ma il tempo l’ha fatta da padrone. Nella notte Ciro, il cannibale, o la cacca, scegliete voi l’aggettivo più consono, ha cominciato a pensare al solito dispetto annuale. Lui aveva già in ballo affari con la Fiorentina che per vari motivi si sono congelati, non voglio parlare dei loro dettagli e di giocatori non miei. Dopo un po’ di discussioni tra Ciro e Lupo vengo tranquillizzato dal mister napoletano, in quanto i rapporti tra lui e Lupo erano saltati a causa di richieste assurde o comunque cancellate last minute e che non avrebbe offerto per Bernardeschi. La cosa mi puzzava dalla sera prima e infatti verso le 19 di sera mi giunge un sms da Ciro che diceva, molto simpaticamente, di non aver resistito a non mettere i bastoni fra le ruote alla mia trattativa per proseguire la nostra battaglia, un Lamela bis insomma.
A quel punto io, al di fuori di ogni conversazione con Lupo, attendevo nuove notizie ed ero pronto a una battaglia Inter/Napoli per Bernardeschi, magari avevo una piccola chance di spuntarla in quel caso e invece no… vengo a sapere che la mia trattativa è stata annullata per far spazio a quella di Ciro, quindi non ho neanche potuto far concorrenza e non ha neanche potuto scegliere il giocatore stesso. Forse qualcuno temeva di non essere la prima scelta e ha chiesto alcune “garanzie”. Insomma, questo è tutto quello che so. Nel mezzo, anche per vie traverse, potrei documentare certe affermazioni che a metà giornata di lunedì davano per improbabile il passaggio di Bernardeschi al Napoli, ma ahimè qualcosa è cambiato nel tardo pomeriggio. Non so i dettagli del trasferimento finale, ma tra 27M cash e 15+Tonelli. Lascio giudicare voi cosa sia meglio.
Ma allora dopo la scorrettezza subita (perché penso che si tratti di una vera scorrettezza), ti lancerai verso qualche altra sponda, per prendere il pezzo forte che faccia dimenticare il caso Bernadeschi ai tifosi?
Abbiamo lasciato partire Pinamonti che ci avrebbe permesso più profondità nei cambi lì davanti, quindi forse sì, forse proveremo a portare a casa qualcuno, prestito o titolo definitivo dipenderà da cosa offrirà il mercato. Ad ora poco o nulla, qualche osservatore ci ha dato qualche dritta ma nulla di ufficiale e manca veramente poco. (n.d.r. a fine mercato l’Inter prende Nikola Vlasic a titolo definitivo dall’Hajduk)
Ultima domanda… Siete pronti da subito per lo scudetto e in quanto tempo prometti di essere competitivo in Europa?
Competere per lo scudetto non lo so. Juve, Roma, Napoli o per rosa o per allenatore sono oggettivamente e storicamente superiori a noi, ma proveremo a dar fastidio visto che gli obiettivi societari ce lo impongono. In Europa si vedrà, proveremo a fare un gran cammino in EL già da quest’anno.

Ci accorgiamo di aver fatto tardi, allora ci accingiamo in macchina verso il centro di Milano in una trattoria molto riservata e lontana da occhi indiscreti, e dopo una bella cena a base di pesce e buon vino, ci lasciamo pur sapendo che un giorno magari ci si incontrerà in qualche campo di calcio.

L’indomani si parte presto, destinazione Napoli, a trovare lo sciacallo italiano.

Castel Volturno, Centro Sportivo del Napoli, ore 9.30

Campo allenamento dei partenopei. Ciruzzo ha insistito tanto che io assistessi agli allenamenti ed eccomi qui… magari prendo nota per poi mettere in pratica con i miei ragazzi dell’Amburgo. Ma tra le grida dell’allenatore e qualche nota tattica il tempo passa ed è quasi ora di pranzo.

Eccolo lo sciacallo, con il suo fare da scugnizzo mi fa cenno di seguirlo. Si va a casa sua, a Posillipo.

Si parla del più e del meno, tra trofei alzati ed una calamarata, sconfitte che ancora bruciano ed una bella ‘mpepata di cozze, il gol di Chiellini oltre il 90esimo condito di alici fritte con contorno di una bella caprese. Si arriva al dolce e qui arriva la nostra intervista, e nel mentre la nostra bella cameriera (una brasiliana che sembrava Belen) serviva sfogliatelle e babà.

Arrivo al dunque.

Finalmente dopo anni di bella vita…sei ritornato a Napoli.
Si, ed è un vero piacere essere finalmente qui!
Andiamo con ordine. L’azzurro è rimasto, ma ha toccato con le sue mani che ci sta un abisso indescrivibile?
Sì, c’è una cospicua differenza tra Man City e Napoli. Lì ci sono sicuramente i soldi, montagne di soldi, con cui si poteva fare un mercato faraonico, ma qui c’è il San Paolo, la pizza, il tifo sfrenato dei partenopei; e poi Napoli è una piazza che vive di calcio, che vive per la squadra, che si immedesima in ogni aspetto, e questo rende il lavoro molto gratificante. E, cosa più importante, questa è casa mia.
E dimmi…perché DeLa ha scelto proprio te, e non un Ancelotti o un Guardiola? Cosa hai più degli altri?
Probabilmente ho quella cosa che ad altri allenatori più rinomati manca. Ho il senso di appartenenza alla società, alla squadra. Dopotutto, sono in primis un tifoso partenopeo, questo mi dà una spinta extra nel mio lavoro. E poi sono una vecchia conoscenza di Napoli, probabilmente ADL ha pensato fosse la cosa migliore riportarmi a casa per provare a ricostruire insieme un grande Napoli.
Prendo spunto dalle tue ultime parole, “un grande Napoli”. Come vedo hai messo subito mano al portafogli.
Beh, qui i soldi scarseggiano e ci siamo dovuti autofinanziare vendendo due gioiellini come Martens e Callejon, ricevendo oltretutto svariate critiche. Il presidente però è sempre stato con me, anzi mi ha dato libero accesso ai fondi per reinvestirli totalmente. E con quella base abbiamo cercato di migliorare questa già ottima rosa. Speriamo di esserci riusciti, ma sarà, come sempre, il campo a parlare.
Addetti ai lavori ti hanno visto in tanti parti del mondo, dall’Argentina alla Nuova Zelanda. Qualcuno ti considera “Uno e Trino”, addirittura varie testate si sono scatenate con titoli come “Lo sciacallo è tornato!!!” Ti trovi in una società meno blasonata eppure mantieni il tuo appeal!?!?
Sì, è vero, in questo luglio abbiamo viaggiato molto col presidente e con Giuntoli. Molti giocatori sul taccuino, molti sono stati scartati. Per quanto riguarda la sua affermazione, credo di doverla correggere. Il blasone del Napoli ha origini storiche, nulla a che spartire con quello del Man City, squadra emersa solo negli ultimi anni grazie allo sceicco. L’appeal del City erano indubbiamente i soldi, l’appeal del Napoli è l’ambizione. Dopotutto Napoli è stata la casa del miglior calciatore del mondo e chi viene a Napoli sa che qui troverà un ambiente fantastico in cui esprimere al meglio tutte le proprie potenzialità, con il costante supporto da parte della società, dell’allenatore e dei tifosi; pensare a Cavani, Lavezzi, Hamsik, Higuain può dare un’idea. E poi qui a Napoli i calciatori azzurri sono più che semplici calciatori, sono parte della vita e della linfa vitale di questa città. I napoletani vivono per il Napoli e per i suoi giocatori. Ed i calciatori lo sanno ed il fatto di poter scrivere o semplicemente contribuire alla storia del Napoli basta per attirare praticamente chiunque. Il mio appeal è relativo, è il Napoli il vero appeal.
Diciamo che lo sciacallo che c’è in te quest’anno è partito con il botto. Bernardeschi? Ti dice qualcosa?
Beh sì, ci siamo portati avanti cominciando fin da subito a costruirci nemici. Purtroppo la mia occupazione primaria è curare gli interessi del Napoli, cerco di farlo in modo da mantenere rapporti amichevoli con i colleghi, ma non sempre questo risulta fattibile sul mercato. Bernardeschi era un obiettivo fin dal primo giorno di mercato, ne avevamo già parlato con il mister viola più volte, probabilmente, mio errore, insistendo troppo poco; se avessi trattato di più, forse avrei spuntato l’offerta ben prima dell’Inter, ma non si può sapere ovviamente. Comunque stavamo imbastendo altre trattative con la Fiorentina quando ci siamo resi conto che il prezzo del gioiellino italiano era sceso in maniera vertiginosa, infatti nell’ambito delle nostre altre trattative il giocatore ci è stato proposto. Ci abbiamo pensato per un po’, vista la concorrenza nerazzurra di mister Norby, dato che la vicenda Lamela, seppur differente, era capitata sempre con lui, ma poi abbiamo ovviamente deciso di mettere davanti a tutto gli interessi della società e non quelli interpersonali. Ci siamo accordati velocemente con la dirigenza viola in poche ore davanti ad un caffè a Firenze per un trasferimento in esclusiva. Il giocatore, oltretutto, ha accettato la nostra destinazione in un tempo record, manifestando la sua forte volontà di vestirsi d’azzurro per la gioia dei nostri tifosi e nel giro di due giorni dal blitz ha subito firmato ed è già arrivato a Napoli per ambientarsi nella nostra città.
Ritorniamo al calcio giocato. Siete in pole per lo scudetto? Mentre in Champions quanto tempo ti dai per andare a vincerla?
Non so se siamo in pole per lo scudetto, per la Champions o per qualsiasi altra cosa. Gli avversari non mancano, tra Juve, Inter, Roma e anche Milan, che si è molto rinforzato. Questi discorsi li lascio ai giornali. Noi ovviamente da parte nostra faremo il nostro massimo. L’obiettivo non può essere che la vittoria, si parte tutti da 0 ed all’inizio le nostre ambizioni devono essere alte, se partissimo già sconfitti non sarebbe un buon segnale. E poi la piazza di Napoli è calda e non si accontentano di partecipare. Dipenderà molto anche dalla fortuna, ma noi ci siamo e diremo la nostra. Per la Champions League, per ora cominciamo a parteciparvi, in Europa ci sono moltissime squadre più attrezzate per vincerla, per cui non è una priorità; non vogliamo uscire subito ovviamente, ma non sarà un dramma se non arriviamo in finale o semifinale, per capirci.
A parte Bernardeschi, su quale giocatore punterai?
Bernardeschi è l’ultimo arrivato, ma è stato voluto molto. Abbiamo ceduto Callejon per lui, per cui è chiaro che avrà molto spazio. Altri giocatori che hanno fatto e continueranno a fare la storia del Napoli sono Insigne e sicuramente capitan Marek Hamsik. Su questa base costruiremo l’ossatura della squadra, ma tutti i nostri calciatori sono fondamentali e potranno contribuire durante l’anno.
Per chiudere… nella sua carriera ti sei guadagnato i soprannomi di O’ Mag e Sciacallo. Cosa senti più tuo?
Sono soprannomi che probabilmente, nel bene o nel male, descrivono abbastanza la mia carriera come allenatore. Alcune azioni ed alcuni risultati restano nella storia e portano la stampa ad assegnarti soprannomi curiosi. Che poi restano a vita. Sinceramente, non preferisco nessuno dei due e lascio a voi giornalisti il compito di definirmi come preferite; per quanto mi riguarda, io sono e resto semplicemente Ciro.

Si parla, ma il tempo passa; è pomeriggio inoltrato e devo andare. Ciruzzo mi chiede di rimanere per cena, ma devo gentilmente rifiutare perché ho intenzione di prendere il primo volo per Firenze, alla ricerca del Lupo (solitario), colui che ha venduto quasi tutta la Fiorentina, tranne il Della Valle poiché ha capito solo all’ultimo che era il suo presidente; colui che ha fatto scoppiare il caso Bernardeschi e mi, anzi ci, deve una spiegazione.

Tramite telefono provo a sguinzagliare gli amici, i miei collaboratori, ma è irrintracciabile, mi dicono pure che abbia saltato qualche allenamento, e la cosa puzza. Riuscirà a mangiare il panettone a dicembre il nostro Lupo?

Capodichino, Aeroporto di Napoli, ore 23.30

Sfumata l’intervista a Lupo (dicono sia fuori Firenze), decido di fare la mia ultima tappa in Germania a Francoforte. Si va da Geo, uno degli allenatori più preparati di FMRld. Ma nel frattempo che aspetto il mio volo, chi noto seduto un paio di metri più in là? Ma Alex!!! Primatista degli esoneri dello scorso FMRld, ma sempre allenatore preparato visto che lo ha voluto l’Hertha Berlino; mi avvicino, mi riconosce e allora si comincia a scambiare quattro chiacchere!!!

Buonasera mister, in questa nuova avventura parte dall’Hertha Berlino, buona squadra in Bundesliga che si gioca le sue carte in EL. Dopo la gavetta travagliata dello scorso anno, si sente pronto?
Buonasera. Certo, rispetto alla scorsa stagione ho acquisito molta più esperienza che mi sarà utile alla guida dell’Hertha Berlino.
Non le tremano le gambe partendo da una società che si aspetta tanto in questa stagione? I tifosi addirittura parlano di un ulteriore salto di qualità, in poche parole lei ha il dovere arduo di confermare tutto ciò che è stato fatto dal suo predecessore e anzi vogliono di più. Queste pressioni non gli fanno paura?
Come lei ben sa, è il nostro mestiere che quotidianamente ci sottopone a continue pressioni. Io posso solo garantire alla società ed ai nostri tifosi che daremo il 100% ad ogni partita.
Il suo credo tattico negli ultimi periodi era stato criticato. Ha intenzione di cambiare o continuare con il suo 4312?
Con il passar del tempo ho dovuto rivedere alcune strategie, al momento abbiamo alcune tattiche che crediamo possano dare fastidio a molte squadre.
Ci sta un giocatore su cui scommette che farà grandi cose?
Al momento preferisco non fare un nome preciso per non metterlo sotto pressione ma le posso assicurare che ho una rosa che ha una grande voglia di iniziare e fare bene.
Senta, andiamo un po’ out dal calcio giocato. Ha sentito parlare della polemica scoppiata sul caso Bernardeschi? Si è fatto una sua idea?
Ho letto qualcosa. Beh il mercato è il mercato. Credo che il mister della Viola abbia ragionato in base alle proprie esigenze, forse il mister del Napoli ha un po’ esagerato nel modo entrando in “tackle” nell’affare tra Fiorentina e Inter ma credo in modo del tutto lecito.
Ultima domanda Mister. Il panettone dove lo mangerà a Natale?
Spero di festeggiarlo a Berlino 🙂 … Ma la mia storia parla da sé…
E allora buona fortuna.
Me ne servirà. Arrivederci… vado.

Il mio aereo è in partenza. Mi farò una dormitina fino all’arrivo.

Francoforte, ore 11.30

Mi trovo finalmente a casa di Geo; all’apparenza sembra uno freddo, dai modi diretti e qualche volta rudi, ma ci sta sempre un motivo sotto. Qui sembra tutt’altra persona, cordiale e molto amichevole (si vede che non siamo in campo).

A pranzo, tra trenette al pesto (dirò a mia moglie di cercare la ricetta) e focaccia di Recco si parla di tutto… delle sue tante vittorie con Juve, Arsenal e Genoa, di Pogba, Higuain, del mio consiglio di comprare Aboubakar. E tra un bicchiere di Brunello di Montalcino ci si ricorda del mio Everton, di una squadra che prometteva tanto, e che poteva dare di più. Si parla e ci si addentra nel vivo dell’intervista…

Com’è? Quest’anno ci stupisci ancora? Magari porti il Francoforte in Europa? Sanno tutti il tuo modo di lavorare e hanno paura pure i più forti.
No no. Qualità squadra molto bassa, se si inizia bene, qualcosa meglio della salvezza si può fare, altrimenti sono cazzi. Obiettivo 35 punti prima possibile.
Rumors ci dicono che il tuo più acerrimo rivale perde il pelo (i soldi inglesi), ma non il vizio. Continua il suo sciacallaggio e tu dal di fuori sembri soffrirne, non potendo combatterlo visto che il sorteggio (da giallo) in primis ti ha fatto fuori dai giochi d’élite?
(n.d.r. il mister a questa domanda si alza, mi guarda stringendo in mano il suo bicchiere di vino, fa un sorso, mi guarda ancora e poi nel girarsi e dandomi le spalle mi risponde) Dany hai letto la Gazzetta sul forum? Bene. In verità ti dico che non mi manca per niente l’Italia e i suoi inciuci.
Tra due o tre stagioni dove ti vedi?
Bella domanda. Qualcuno più famoso di me disse alla prima stagione da allenatore che se entro cinque anni non fosse stato alla Juve avrebbe smesso. Io dico che tra due, tre stagioni vorrei provare a vincere qualcosa. Lui ce l’ha fatta, io spero di farcela… Andiamo Dany, devi fare strada, ti accompagno.

Accompagnato da Geo, mi dirigo in stazione e salgo sul primo treno diretto verso Amburgo.

In treno, ore 19.45

Mi trovo quasi alle porte di Amburgo; sono mezzo addormentato, il viaggio in treno concilia il sonno. Ad un certo punto, sento vibrare la tasca e poi avverto la mia suoneria; è il cellulare che squilla. Lo prendo per vedere chi fosse e leggo… Dejaaaaa!!! Avrà sicuramente qualcosa da dirmi…

Ehi, ciao Deja, come va?
In splendida forma, grazie!
Dove stai passando il tuo tempo libero?
Lo sto passando con la famiglia, viaggiando e togliendomi qualche sfizio, rimanendo sempre attento al calcio che conta, la passione è passione.
Infatti mister, non ce lo vedevo proprio lontano dai campi di calcio. Ai più è ancora inspiegabile il suo allontanamento, eppure sappiamo tutti che ci stava un contratto firmato con il M’Gladbach?
Sì, avevo anche già conosciuto i ragazzi e avevo già parlato con la società di mercato, avevo anche già chiamato un paio di giocatori. La mia scelta è stata più di pancia che di testa, ma la mia testardaggine, come può essere utile a volte sul campo, altre volte come in questo caso, è stata più un problema. Scelta però che rifarei. Perché per me conta più il principio delle cose, più che le cose in sé.
Sappiamo che su questo si distingue, però mi dica. Ma se invece di trovarsi in Germania, magari si trovava ad allenare alla Pinetina, era uguale per lei o magari il cuore la faceva ragionare?
Per come son fatto, probabilmente avrei comunque declinato, la differenza l’avrebbe fatta il fatto che mi sarei pentito di più della scelta.
Buttiamoci un po’ sul calcio giocato, ha seguito l’ultimo calciomercato? Così di pancia dimmi la migliore e la peggiore.
Per quanto riguarda il mercato ho seguito un po’ alcune vicende, ho avuto anche alcune riunioni di mercato con alcuni allenatori; per me la migliore o la peggiore non penso ci siano, o meglio, non penso ci sia nessuno che abbia sovrastato altri sul mercato. Parlerà il campo. Curiose certe scelte tipo riportare Ronaldinho in Italia, curioso di vedere il milanista alla Pinetina e l’interista a Milanello, sarà un derby molto curioso. Interessanti gli acquisti della viola, potrebbero nascere ottime plusvalenze
Lontano dai campi, ma penso che qualche giocatore lo hai adocchiato. Dai dicci chi secondo te sarà un crack.
C’è un giocatore che nessuno ha comprato, che probabilmente diventerà un buon giocatore. Lo si sarebbe preso a poco, perché molto giovane, avevo già parlato con la società quando ero al BMG. Non voglio fare il nome, ma è un ragazzo che ho già allenato.
Mmmh, ci vuoi lasciare sulle spine. Ma almeno un aneddoto, un qualcosa… ci lasci così? E poi, secondo te in questo FMRld su cosa dovrebbe puntare ogni allenatore? Allenamenti, tattiche, rosa, staff; secondo te prevale un qualcosa su tutti?
Aneddoti non ne dico solo per rispetto ai mister in gioco, ma posso dire che ci potranno essere grossi stravolgimenti e novità nel breve futuro. Per quanto riguarda il resto, penso che non prevalga nulla, serve tutto. Serve un mercato ben fatto e ragionato, serve una buona tattica, uno staff competente per gli allenamenti e una dirigenza in linea con le idee dell’allenatore e viceversa.
In A chi vince lo scudetto? E la Bundesliga? E per quanto riguarda te mister, torni a gennaio o continuerai il tuo anno sabbatico?
Io penso che al momento non ci sia possibilità di un mio ritorno, né ora né a gennaio né il prossimo anno. Ma gli eventi in questo mondo cambiano in fretta, quindi chissà. Secondo me la Bundesliga la vincerà il Dortmund. Con Leverkusen e BMG che saranno fastidiose.
La serie A è più equilibrata; curiosità Juve, che come rosa non ha rivali. Ma anche il Milan potrebbe dire la sua. Il Napoli ovviamente lotterà, molto dipenderà anche dalle coppe, ma si sa che mister Ciro e la CL sono un po’ come la figa per i gay.
Io invece spero di un tuo ritorno. Grazie e arrivederci!!!
Prego!

Chiudo la chiamata e ripongo il telefonino in tasca. Il treno sta ora entrando in stazione.

Amburgo, ore 20.30

Ed eccomi qui! Sono arrivato nella mia Liver… cioè, Amburgo. Eh, un po’ mi manca Liverpool, ma ora c’è questa nuova avventura. Gli altri mister sono tutti carichi sulle loro nuove panchine, non posso essere da meno. Sicuramente non voglio finire dietro tutti gli altri!

Chiamo mia moglie, mi dice che a Mascalucia fa caldo, fine agosto, ancora piena estate, si va al mare! Qui invece c’è un freddo che vi lascio immaginare. Ma ci sono abituato, in fin dei conti. Saluto e spengo il telefono, basta interviste o chiamate dell’ultim’ora, almeno per oggi.

Mi dirigo verso casa, sono stanco, ho bisogno di riposo. Ma domani si va al campo di allenamento, le vacanze sono ormai finite e si riprende l’attività. In passato ho attraversato brutti momenti in Inghilterra, sono stato tentato dal mollare tutto, anzi una volta l’ho fatto purtroppo, ma ora sarà tutto diverso. Dobbiamo dare il nostro meglio, anche perché tutti daranno il loro meglio!

FMRld è questo, alla fine. Dare il proprio meglio, fare tutto il possibile per ottenere risultati utili per la propria squadra, non arrendersi mai. Ed il sogno è sempre quello: raggiungere il proprio traguardo che per alcuni può essere la Champions League, per altri l’Europa League, per qualcuno il campionato, oppure anche semplicemente la qualificazione alla CL!

E divertirsi! Con tutti e sempre e comunque, qualsiasi cosa accada…

Buon FMRLD a tutti!

FMRLD 17 – Buon FMRLD a tutti

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