Ormai il calcio, è business. La trasformazione che ha avuto negli anni 80 è arrivata al suo culmine oggi. I calciatori sono ormai delle star planetarie, dettano la moda, i consumi e i gusti anche di chi non capisce nulla sul calcio. I giocatori  sono strapagati, magari pure viziati e montati, ma alcuni sono pure sottoposti a pressioni sempre più forti, a dove dimostrare d’essere sempre i migliori, i più forti, i più vincenti. Alcuni sembra che non si divertano nemmeno a giocare, questo non è il caso di Dan Ito. No, non è uno yougurt per bambini.

Dan Ito nasce a Sapporo, rinominata località sciistica giapponese (ospitò le olimpiadi invernali del 1972) e dopo aver giocato nella Sendai University (dove ha preso la licenza di docente per il liceo) lo step successivo è il Vegalta Sendai in J-League 2 e poi il Sapporo nelle leghe regionali, giusto per avvicinarsi a casa. Ma qui, senza un contratto da pro, il nostro tenta l’avventura:  “Tutto è cominciato quando, nel 1999, il Vegalta Sendai, in Giappone, non mi ha rinnovato il contratto. Ho letto che a Singapore cercavano giocatori e lì è cominciata la mia avventura”

A Singapore, nel Woodlands Wellington resta solo un anno, “Mi piace scoprire culture diverse dalla mia. E voglio diventare esperto di calcio asiatico, per un futuro da commentatore tv o da intermediario. E quindi ho stabilito: mai più di un anno nello stesso Paese e nessun contratto firmato prima di trasferirmi. Arrivo sul posto e cerco un ingaggio, al limite chiedendo a chi vedo giocare per strada. E mi impongo un budget di 1000 dollari, che debbono bastarmi finché trovo un club, così mi metto pressione”

Così Dan passa in ordine per: Australia (Westgate), Vietnam (Saigon Port), Hong Kong (Kitchee), Malesia (Sabah FA), di nuovo Hong Kong e di nuovo Kitchee, ancora Malesia ma stavolta al Penang FA, Brunei (QAF Fc), Maldive (Club Valencia), ancora Brunei e sempre al QAF Fc, terza volta in Malesia al DPMM, terza puntata al QAF Fc, di nuovo Hong Kong al Tuen Mun Progoal, Macao (Windsor Arch Ka I), due anni in India al Churchill Brothers, Myanmar (Rakhapura United), Nepal (Manang), Cambogia (Build Bright), Filippine (Green Archers), Mongolia (Erchim), Laos (Lao Toyota)

“Il calcio è un passaporto per conoscere culture diverse: prima di partire studio un po’ la lingua, almeno le espressioni colloquiali, poi mi impongo di mangiare per il 30% giapponese, per il 70% cibo del posto: piccante in india, tanta carne in Australia. In Nepal ho fatto trekking per 3 settimane sull’Annapurna perché un giorno vorrei salire sull’Himalaya. Se dimostri interesse per il luogo dove giochi, vieni accettato più facilmente”.

Solo una golta Dan ha avuto qualche problema, in India “dove il presidente decide chi va in campo e chi no”

Nella sua carriera Dan ha pure giocato con vere star del pallone, nel 2004 contro Maldini e Sheva ad Hong Kong, con Ravanelli sempre nella megalopoli asiatica e quest’anno nel Lao Toyota contro le vecchie glorie della Juventus, “Il Lao Toyota cercava un attaccante, così ho detto che ero un attaccante, per non perdere il contratto. Ho passato il provino”

In estate Dan Ito ha giocato contro le vecchie glorie della Juve. Edgar Davids sullo sfondo.

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Tutto questo solo per il piacere di giocare, di conoscere nuovi popoli e nuove usanze, tutto questo per sfidare se stessi.

PS: Ovviamente Dan e la sua carriera sono in Football Manager, ecco degli screen da FM14

Dan ha un profilo Twitter e un blog dove aggiorna la sua carriera.

Blog – http://www.diamondblog.jp/official/dan_ito/

Twitter – https://twitter.com/danito1975